Black Paradox – Recensione

“Come può il cielo notturno essere buio nonostante le stelle presenti nell’universo?”: cerchiamo di capirlo con lo shoot’em up a scorrimento Black Paradox.

Il Paradosso di Olbers del 1826, le teorie di Keplero nel 1610 ed i carteggi di Isaac Newton, diventano carta straccia di fronte al bagliore dei raggi laser del cacciatore di taglie creato da Fantastico Studio, il team di ragazzi italiani con base a Roma che abbiamo intervistato in redazione un anno fa.

IL FAR WEST GALATTICO, SENZA BALLE DI FIENO… O QUASI

Siamo nell’anno 5027: la DeLorean DMC-12 di Ritorno al Futuro si è pimpata con vernice celeste metallizzato e dei lancia missili di ultima generazione, così da diventare il nostro cavallo galoppante nel Far West dell’universo costellato da balle di… meteorite!

Non impersoneremo un normale cacciatore di taglie: potremo ricominciare da capo ogni volta che esploderemo in mille pezzi, guadagnando di volta in volta denaro per potenziare la nostra nave con moduli sempre più forti e tecnologici acquistabili all’interno della nostra officina di fiducia.

La natura di questo interessante shoot’em up è infatti basata su meccaniche roguelike: sparare, morire, ricominciare, analizzare il nemico, morire di nuovo, memorizzare i power-up più vantaggiosi, ricordare le combo di oggetti più adatte alle nostre qualità ed al tipo di nemico che andremo ad affrontare, morire un’altra volta e ricominciare da capo.

GAMEPLAY E MECCANICHE

Il gameplay si svolge all’interno di 7 schemi principali di gioco, generati casualmente ad ogni inizio di partita. Alla fine di ogni schema c’è un criminale ricercato da uccidere che sbloccherà due potenziamenti: potremo sceglierne solo uno da portare lungo il percorso, quindi sarà importante scegliere in maniera ponderata prima di procedere nel viaggio.

I comandi sono pochi e chiari: il joy-con sinistro serve a spostarci sullo schermo, il tasto A serve a sparare, il tasto B a cambiare l’arma equipaggiata, L + R a chiamare il nostro Black Paradox (ma di lui, parleremo dettagliatamente più avanti).

Come si guadagnano i soldi da spendere in officina? Nulla di più diretto e semplice. Uccidendo i nemici! A seconda della loro grandezza e resistenza, ogni singola nave distrutta vi permetterà di guadagnare una piccola cifra di denaro spendibile. I ricercati uccisi a fine schema vi faranno guadagnare quantità più consistenti di denaro.

Il pannello di modifica della navicella spaziale è molto semplice ed intuitivo. Presenta le statistiche della nave (punti vita, attacco, velocità e velocità d’attacco), potenziabili attraverso 4 moduli d’equipaggiamento nei quali inseriremo i microchip provenienti dal mercato nero. Oltre ad aumentare le statistiche fisse della nave, i microchip offrono dei potenziamenti aggiuntivi basati sulle probabilità: immunità ai colpi, possibilità di sparare raffiche di proiettili più fitte, effetti curativi, missili a ricerca e tanti altri.

Ah… il tutto disponibile anche in una frenetica modalità co-op locale fino a 2 giocatori!

IL PARADOSSO NERO

In alto a sinistra, durante ogni run, potremo vedere quanta vita ci è rimasta all’interno di una barra rossa, mentre in una barra blu vedremo il livello di caricamento del Black Paradox.

Il Paradosso Nero è una sorta di alter-ego che ci aiuta durante la run, ma che andrà casualmente affrontato dopo aver sconfitto un boss: in questo caso particolare, da fedele alleato di battaglia, diventerà il nostro più acerrimo nemico, sfidandoci all’interno di un buco nero. Appare come una sorta di fantasma o di entità dai contorni non chiaramente definibili, spara sempre proiettili diversi dai nostri, si muove con noi, ma non come noi. Nel video a seguire possiamo vederlo in azione ed apprezzare qualche secondo di gameplay durante la sfida con il boss finale del primo schema:

Un richiamo alle teorie sui buchi neri di Stephen Hawking? La rappresentazione del conflitto interiore che ogni essere umano prova durante la sua vita? “Un buco nero non ha capelli” disse John Archibald Wheeler: forse si riferiva al nostro personaggio dopo averlo visto a bordo di una coupè spaziale con un casco viola ed una tuta da pilota blu.

UN VERO TRIP: PREMI NOBEL E MUSICA ELETTRONICA

Molto spesso il suono dei proiettili e dei raggi laser si fonde perfettamente alle soundtrack di Black Paradox. La cura di questo dettaglio sembra totalmente casuale, ma già dopo un po’ di minuti di gioco è spuntato il nome di uno dei potenziamenti più disco mai visti in un videogioco: Moroder.

Dopo aver letto la sua dicitura “tutti mi chiamano Giorgio”, si accenderà una lampadina: Giorgio Moroder è un produttore e dj italiano vincitore di 3 Oscar per le musiche dei film Fuga di mezzanotte, Flashdance e Top Gun.

Una citazione molto apprezzabile e patriottica che ci ricorda i talenti del nostro paese. L’elemento che ci ha stupito durante tutto il gameplay sono i suoni di raggi laser, proiettili e cannoni al plasma: sembrano completare la colonna sonora che si sente in sottofondo, per un’immersione davvero unica ed originale.

CONCLUSIONI FINALI

Black Paradox è un titolo da possedere nella libreria giochi di Nintendo Switch. Il peso di 470MB lo rende adatto anche a chi non possiede una micro SD, ma desidera un titolo roguelike shoot’em up di ottimo livello. Il prezzo di 14,99 € è giusto per la longevità che offre.

Il gioco si sposa egregiamente con le caratteristiche di Nintendo Switch, soprattutto in modalità portatile: le scritte sono ben leggibili, i comandi semplici e ben programmati.

Essendo prodotto da un team italiano, offre un’immersione perfetta per noi madrelingua, in aggiunta a tutte le citazioni del mondo dello spettacolo internazionale e ad una cura minuziosa delle colonne sonore.

Pro

Gameplay e colonna sonora da urlo

Easter eggs e citazioni molto particolari

Grafica retro, ma all’avanguardia

Contro

A volte i colpi sono troppo fitti per essere evitati

Link utili:

Trailer di lancio

Sito ufficiale

Nintendo eShop

Commenti da Facebook

Written by: Berardo Manzi

Classe '91. Il primo Gameboy alle elementari, la prima Alhambra alle medie. Nintendo Switch e chitarra sono i miei compagni di viaggio inseparabili, non a caso "play" può indicare entrambe le mie passioni: giocare e suonare. PS1, PS2 e PS3 mi hanno accompagnato fino ai 20 anni, Wii mi ha convertito alla "Grande N" ed ora gioco su Nintendo Switch. Dammi un gioco, una colonna sonora interessante e dei personaggi controversi per chiudermi dentro lo schermo in un mondo parallelo fatto di immaginazione e sogni.