The Legend of Zelda: Breath of the Wild – Recensione

da | 16/03/17 17:55

L’attesa è stata estenuante ma sicuramente ben ripagata. Eccovi la recensione del bellissimo The Legend Of Zelda – Breath of the Wild per Nintendo Switch.


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A distanza di ben 4 anni dall’uscita dell’ultimo The Legend of Zelda, A Link Between Worlds, oggi ci apprestiamo a recensire per voi il nuovo capolavoro sviluppato da Nintendo e prodotto da Eiji Aonuma: The Legend of Zelda – Breath of the Wild per Nintendo Switch!

Ben risvegliato, Link!

La storia di Breath of the Wild è ambientata sempre nella splendida Hyrule. Link si risveglia dopo un sonno durato ben 100 anni grazie ad una voce che lo chiama. Link viene a conoscenza di una potente forza oscura che sta cercando di impossessarsi di Hyrule chiamata Calamità Ganon. Una trama schietta, semplice e che riabbraccia il classicismo di ogni gioco dedicato a Zelda. L’obiettivo di Link, è quello di distruggere le forze del male capitanate da Ganon e riportare la pace, usufruendo del potere di 4 colossi giganti che già in passato avevano provato ad arginare l’oscurità fallendo miseramente, per essere poi trasformati in sudditi.

Sin da subito comincerete ad imparare i primi movimenti e azioni da compiere nel gioco, come muoversi, le funzionalità del menù e dell’inventario, arrampicarsi e saltare. La tavoletta Sheikah sarà la vostra fedele compagna in questa avventura. Una specie di tablet in cui verranno memorizzate tutte le informazioni. Una volta usciti dal luogo del Risveglio è impossibile non farsi catturare dall’immensità del gioco. I paesaggi intorno sono ciò che di più bello un capolavoro videoludico possa offrire. Si ha la netta sensazione di trovarsi davanti si, ad un gioco di Zelda, ma in una veste quasi tutta nuova. La caratteristica open-world si fonde assieme a tutti quei elementi che hanno da sempre accompagnato la saga: esplorazione, enigmi, scontri con nemici e confronto con i boss. Tutto qui? No, Breath of the Wild è molto di più. Infatti una delle cose che abbiamo apprezzato di più è il modo in cui Link può procurarsi il cibo. L’implementazione del crafting, fino ad ora mai utilizzata, risulta essere una scelta azzeccatissima e che da più ampiezza all’intera esperienza.

Potrete divertirvi a girare nei boschi a raccogliere funghi di ogni tipo, arrampicarvi sugli alberi da frutto, oppure andare a caccia per accumulare un pò di carne. La varietà degli oggetti è uno dei punti di forza di questa funzione. Ogni ingrediente, che siano erbe, funghi, frutta o carne, hanno un certo valore di cura se mangiati crudi. Per aumentare l’efficacia, nel gioco potrete tirar fuori lo chef che è in voi e decidere di bivaccare nei piccoli falò sparsi in giro, dedicandovi alla cucina. Mescolando e cuocendo gli ingredienti tra di loro, otterrete del cibo cotto che aumenterà l’efficacia della cura. Ad esempio se sceglierete di cuocere due pezzi di carne, il risultato sarà uno spiedino di carne che vi farà recuperare più cuore rispetto a un singolo pezzo.

Dimenticatevi i dungeon di vecchio stampo. Quelli che tanto ci han fatto bestemmiare in Ocarina of Time o Twilight Princess. In questa avventura Link se la dovrà vedere con i Sacrari, che prendono le vesti di mini-dungeon nella quale avremo a che fare con mini-boss chiamati nanoguardiani e i soliti enigmi. Questi ultimi di gran lunga più alla portata di tutti: Link dovrà servirsi dei suoi strumenti quali Kalamitron, Stasys e Glacyer per attirare a sè oggetti di metallo, fermare meccanismi o camminare sull’acqua creando colonne di ghiaccio. Man mano che terminerete ogni Sacrario (sparsi per le numerose regioni) riceverete in dono gli Emblemi del trionfo, oggetti che una volta accumulati vi serviranno per ricevere cuori aggiuntivi o porzioni di vigore. Con 4 emblemi riceverete o un cuore o un pezzo di vigore, ottenibili pregando davanti a delle statue particolari.

Dopo due settimane intense di gioco, con più di 45/50 ore all’attivo, possiamo tranquillamente affermare che The Legend of Zelda – Breath of the Wild è diventato di prepotenza il nostro titolo della saga preferito, scansando avventure del calibro di Twilight Princess, A Link Between World e Ocarina of Time. Lo stile grafico usato in Breath of the Wild è qualcosa di divino: una sorta di cel-shading senza contorni neri, con aggiunte di matita acquerellabile, davvero uno stile grafico molto personale. Avete mai visto, in una bella giornata in Hyrule, le montagne il lontananza colorate completamente di azzurro? Un tocco di classe. A chi ci dice: “ma perché, non era meglio la grafica ultra realistica?”, noi rispondiamo: “preferiamo l’arte”, a chi posta su YouTube una leggenda come Ocarina of Time ricreato con Unreal Engine noi pensiamo: “ma perché, non aveva altro da fare che buttar via nel gabinetto l’essenza e l’anima che contraddistingue Nintendo dalla massa..”. Criticata da tutti ma poi, alla fine, quando serve essere “buoni giocatori di fronte a qualcuno” sempre ben citata grazie alle sue indelebili creazioni. Va be lasciamo stare..

In Breath of the Wild, Link è libero di esplorare un’area geograficamente enorme e molto diversa: avrà a disposizione vaste praterie verdi, catene montuose innevate, un gigantesco vulcano, borghi medievali ricreati alla perfezione (dove compreremmo tranquillamente casa per lasciare questo mondo insano) e fantastici boschi incantati dall’atmosfera dark. L’esplorazione è unica e i misteri presenti nel gioco sono davvero eccezionali. Scovare i piccoli korogu, esplorare un bosco fitto e pieno di fuochi fatui, sostare in una cattedrale a pezzi per far passare una pioggia di fulmini, già dalle prime ore di gioco, Breath of the Wild ha il potere di rapire e incantare il giocatore quasi come se fosse una maledizione infrangibile.

Link, nella sua esplorazione solitaria, dovrà vedersela sempre con la morte. Raggiungere una torre-rivela-mappa può sembrare inizialmente un gioco da ragazzi, ma nemici, trappole o ad esempio una tempesta di fulmini potrebbero compromettere la nostra missione. Link infatti può essere addirittura folgorato da un fulmine se, durante un forte temporale, ha equipaggiato un arma di ferro. Link sarà l’unico Hylia presente in una buona parte del mondo e potrà contare solo su se stesso. Lui è solo in un mondo enorme e cattivo, e deve prima di tutto sopravvivere. Tra una battaglia e l’altra però il nostro Eroe dovrà pur mangiare: infatti, come abbiamo detto, cacciare un cinghiale o pescare un pesce tipico del territorio, se cucinato per bene, ripristinerà i cuori perduti da Link. Ma non è tutto, se abbiamo bisogno di essere più silenziosi, Link potrà cucinare un determinato piatto in modo da aumentare il suo fattore stealth, mentre se Link dovrà essere più veloce e scattante basterà inventarsi qualche pietanza con il giusto ingrediente. Anche questa caratteristica è ben studiata. Menzione particolare va anche fatta alla funzionalità degli Amiibo. I collezionisti più incalliti delle bellissime statuette potranno ricevere molti benefici una volta al giorno, tra cui: cibi, frecce, rupie e qualche altro oggetto che vi lasciamo scoprire da soli!

Nintendo ci ha mostrato ancora una volta tutta la forza artistica che possiede. Lo standard qualitativo è molto elevato, ed è il fiore all’occhiello di questa nuova emozionante avventura. Se Nintendo Switch è l’essenza e l’insieme di tutte le console della Grande N uscite finora, Breath of the Wild ha, inevitabilmente, racchiuso nel suo “corpo videoludico” tutti i giochi della serie, dal primo titolo dove iniziò tutto, a Twilight Princess e Skyward Sword, e il risultato di ciò non può essere che uno.

The Legend of Zelda – Breath of the Wild è disponibile da venerdì 3 marzo nel Nintendo eShop e in tutti i migliori negozi di elettronica, sia per Switch che per Nintendo Wii U (che chiude in bellezza la sua breve vita).

Ecco i  e i e la consueta tabella dei voti!

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  • L’insieme di tutti i titoli The Legend of Zelda
  • Sprizza qualità da tutti i pori

:

  • Al momento, qualche rallentamento di troppo

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