Redout: Lightspeed Edition – Recensione

Redout, dopo tantissima attesa, è finalmente disponibile anche su Nintendo Switch. Scopriamo se può imporsi nell’enorme mercato dei racing game indie.

Ormai quando parliamo di giochi di corse futuristiche sulla console ibrida di Nintendo, non si può che pensare subito a opere dal calibro di Fast RMX (qui la nostra recensione), disponibile al lancio della console, oppure al più sfortunato Xenon Racer (che abbiamo recensito qui). Questa volta tocca a un titolo che, sebbene ricordi molto questi due giochi, ha dimostrato di esser stato capace di differenziarsi da esse per alcune meccaniche.

Per capire le diversità tra Redout e Fast RMX, per fare un esempio, bisogna identificare prima di tutto gli elementi che hanno in comune: entrambi sono dei racing game in cui i veicoli corrono a velocità supersoniche, profondamente ispirati a capisaldi del genere come F-Zero o WipEout. Oltre questi dettagli, credeteci se diciamo che non hanno quasi nient’altro di identico.

Redout, infatti, ha ereditato caratteristiche diverse dai grandi classici. Infatti, si presenta come un gioco di corse in cui non conta tanto la tecnica quanto l’utilizzo del turbo e dei power-up. Il boost si ricarica con il tempo e può essere sfruttato con i classici pannelli sulla pista, mentre i potenziamenti possono essere equipaggiati prima di entrare in gara, ma di questi parleremo più avanti.

Una campagna single player possente

Non c’è una vera e propria modalità storia, ma una carriera che permette prima di apprendere le meccaniche principali, poi di conoscere nel dettaglio le differenti tipologie di corse. Queste non si limitano ad essere delle classiche gare, ma contano molte alte modalità, per un totale di 11 tipi di eventi, dalla corsa semplice a quella a eliminazione, fino a giungere a una vera e propria arena.

Importante anche il numero di tracciati, che raggiunge l’incredibile cifra di 25 circuiti frammentati in 5 location diverse. Va da sé che il numero di missioni disponibili nella carriera sono più di cento, numero che difficilmente finirà per stancare i giocatori più esigenti e sempre alla ricerca di una sfida diversa. Per quanto riguarda la varietà di gameplay, infatti, non abbiamo davvero nulla da ridire, e siamo felici di vedere come 34BigThings abbia riposto molta cura in questo dettaglio. 

L’omaggio perfetto a F-Zero

Il gameplay è forse l’elemento che più ci ha resi felici, perché tra i tanti racing game disponibili sul Nintendo eShop, è quello che maggiormente si avvicina a quello dei primissimi giochi di F-Zero. Avremo una barra della vita, che si scaricherà man mano che riceviamo danni, strusceremo o sbatteremo contro le pareti. Infatti, in base alla forza con cui ci schianteremo, perderemo più o meno punti, motivo per cui l’attenzione nelle curve e il controllo del proprio veicolo deve essere massimo.

Oltre il classico tasto di accelerazione e frenata, troveremo quello dedicato al turbo, all’uso del potenziamento equipaggiato e due tasti per i movimenti laterali del veicolo. Questi servono a spostare a destra o sinistra il mezzo per facilitare le curve o anche per sorpassare velocemente un avversario, allo stesso modo in cui avveniva nei titoli di F-Zero. Possiamo anche inclinare la macchina in avanti o indietro durante i salti o quando stiamo per passare in rampa a 180 gradi per evitare di strusciare con la coda e perdere punti salute.

Interessante anche come vengono utilizzati i power-up, a loro volta divisi tra “attivi” e “passivi”: i primi possono essere utilizzati durante la gara con un apposito pulsante, mentre la seconda tipologia resta attivata nel corso di tutta la sfida. Ce ne sono dodici in totale e possono essere acquistati con la valuta del gioco, così come per i veicoli.

Le macchine, d’altro canto, godono di un’ottima varietà e personalizzazione estetiche delle stesse. Troveremo sette marchi di veicoli per quattro classi diverse, basate fondamentalmente sulle capacità e caratteristiche del motore. Niente di particolarmente complesso da capire, anzi, è molto semplice da comprendere anche per gli utenti meno attenti o esigenti.

Niente turbo per la qualità grafica

Nota dolente, però, va fatta per il comparto visivo, dato che è evidente come Nicalis e 34BigThings siano dovute giungere a compromessi con l’hardware di Nintendo Switch. Chiariamo subito che Redout gira a 30 fotogrammi al secondo costanti sia in modalità TV che portatile. Può non sembrare molto, in confronto ai 60 fps delle altre piattaforme, ma vi possiamo garantire che il gameplay risulta essere comunque abbastanza fluido e godibile. La vera pecca è la risoluzione dell’immagine e delle texture stesse, nonché il rendering dei modelli che va a scontrarsi con lo scarso lavoro fatto dietro il lato tecnico del gioco. La pista e i veicoli appaiono costantemente come se fossero sgranati, il ché va a risentire pesantemente sull’esperienza complessiva, che è frenetica e molto veloce.

Ci è dispiaciuto molto vedere come poca attenzione sia stata riposta nella grafica che, sebbene non sia un fattore decisivo per l’apprezzamento di un gioco, è comunque qualcosa che arricchisce di molto il gameplay. A questo punto, l’esempio con Fast RMX è ancora d’obbligo, dato che questo presentava comunque un’esperienza visiva incredibile anche su Nintendo Switch. Per questo motivo, le limitazioni della console non possono davvero essere una scusa per giustificare la bassissima risoluzione.

Stesso discorso per il comparto sonoro, non sempre all’altezza dei tracciati ma che, con alcune canzoni riesce comunque ad accompagnare la corsa. Parliamo di una soundtrack elettronica ma mai eccessivamente fastidiosa da ascoltare.  

Redout su Switch: cos’ha di speciale?

Il fattore Switch è praticamente inesistente. L’unico elemento che potrebbe convincere a provare Redout sulla console ibrida di Nintendo è solamente la portabilità, dato che in modalità Portatile il titolo è comunque molto godibile. Non c’è una modalità in multiplayer offline, non possono essere utilizzati i Joy-Con in orizzontale, non viene sfruttato il giroscopio dei controller, né tantomeno sono presenti controlli touch per il menu.

Ma, nel complesso, Redout è un gioco che funziona e che non vuole essere necessariamente complesso, competitivo o impegnativo, riuscendo a divertire e intrattenere il giocatore in una longeva campagna single player. Peccato per il comparto tecnico decisamente povero, che avrebbe solo fatto bene al titolo, dato che il gameplay di per sé funziona più che bene.

Se stavate cercando un titolo divertente, da giocare comodamente anche in comodità e soprattutto che possa ricordarvi classici dal calibro di F-Zero, allora questo potrebbe essere il gioco che fa per voi. Redout: Lightspeed Edition è ora disponibile su Nintendo Switch, acquistabile sul Nintendo eShop a 39,99 euro.

Pro

  • Tanto divertimento
  • Campagna molto longeva
  • Un perfetto omaggio a F-Zero

Contro

  • Graficamente pessimo
  • Fattore Switch inesistente
  • …così come quasi il multiplayer

Il fattore Switch non è presente.

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Written by: Lorenzo Ardeni

Metal Gear Solid per PS1 accese la sua infanzia e passione per il videogioco. Non è rimasto, però, un accanito giocatore Sony. Non dopo il suo primo The Legend of Zelda e Super Smash Bros., che hanno portato il nostro Lorenzo Ardeni dal lato oscuro della Grande N. Amante di qualsiasi IP Nintendo, "Frost" ha un solo obiettivo: migliorarsi continuamente a Smash. Sogno nel cassetto? Metal Gear Solid su Nintendo Switch.