Wolfenstein: Youngblood – Recensione

Beh, eccoci qui. Ci siamo trovati nuovamente a far strage di nazisti con questa sorta di mini seguito di Wolfenstein II: The New Colossus, ma le Terror-Twins avranno davvero imparato i saggi consigli di papà Blazko?

Cronologicamente, Wolfenstein: Youngblood si colloca 20 anni dopo gli eventi accaduti in Wolfenstein II: The New Colossus, pietra miliare degli sparatutto in prima persona portata su Nintendo Switch grazie a Bethesda e al lavoro eccelso di Panic Button. L’azienda texana, quest’ultima, è ormai entrata nelle grazie della critica per aver sviluppato una serie di miracoli videoludici per la console di questa generazione della Grande N (Wolfenstein II e DOOM su tutti).

Possiamo quindi parlare di un ennesimo miracolo portato a termine dall’azienda di Austin che, in questa occasione, si è trovata a lavorare al fianco dei francesi talentuosi di Arkane Studios, si, proprio i ragazzi dietro a titoli del calibro di Dishonored e Prey (o dei più vecchiotti Dark Messiah of Might and Magic e Arx Fatalis). Lo stampo di Arkane si vede sin dalle prime scariche di pallottole. Ma andiamo con ordine.

Soph, Abby, Jess.. cosa avete trovato?

Ritornando a quanto detto prima, Wolfenstein: Youngblood si colloca 20 anni dopo gli eventi accaduti in Wolfenstein II: The New Colossus: la famiglia Blazkowicz vive tranquilla in quel di Mesquite, BJ e Anya si occupano di crescere nel miglior modo possibile le loro figlie, gemelle, Jessica e Sophia. La prima a caccia con papà, la seconda a corsi di autodifesa con la mamma.

L’America è stata quasi completamente “ripulita” dai nazisti grazie alle devastanti gesta di Terro-Billy e della sua squadra, gli Übercommanders sono ora un ricordo lontano. Ma ciò non vale per gran parte d’Europa. E’ qui che Jess e Soph si recheranno, in Francia, a Neo-Parigi, quando misteriosamente William “B.J.” Blazkowicz scompare. Accompagnate dalla nerd Abby, udite udite la figlia di Grace Walker (che ora è il boss dell’FBI) e di quel gran burlone di Norman “Super Spesh” Caldwell (ex teorico cospirazionista e avvocato), le due gemelle, le Terror-Twins, si alleeranno con la resistenza parigina per seguire le tracce del padre, visto passare da quelle parti proprio poco tempo prima.

Jess e Soph si troveranno, per la prima volta, faccia a faccia con la morte, una morte spietata e senza scrupoli che porta sul braccio e sulla testa, sul berretto, proprio li dove dovranno mirare, il simbolo della svastica.

Oh, Anya..

Gli amanti della serie noteranno subito il cambio netto per quanto riguarda il gameplay proposto in Youngblood. Così come gli amanti della serie Dishonored capiranno che la mano di Arkane Studios si sente/vede e non poco.

Le Terror-Twins avranno a disposizione un ampio livello con diverse sezioni esplorabili a piacimento. Tutte le sezioni sono collegate tra loro da vicoletti bui, enormi cancellate di ferro spesso e passaggi tra palazzi che ricordano tantissimo quelli di Dunwall, la città retrofuturistica di Dishonored. Un’altra aggiunta dei ragazzi di Arkane è la mappa di gioco collocata in alto a destra, così come la vita dei cattivi con tanto di “tacche” armatura, visibile sopra ogni nazi. Le figlie di BJ avranno dalla loro il solito, vasto e devastante arsenale tipico della serie, ma anche una versione personalizzata della tuta da combattimento vista in Wolfenstein II, accuratamente ottimizzata da Abby.

Le figlie di Blazco potranno customizzare le loro armi spendendo monete d’argento così come potenziare le proprie abilità utilizzando i punti esperienza che guadagneranno ad ogni azione completata. Immancabili le uccisioni istantanee, migliorate grazie anche alla possibilità di occultarci.

Wolfenstein: Dishonored

Wolfenstein: Youngblood è sì uno sparatutto in prima persona, ma di quelli che si avvicinano allo stampo ruolistico del genere, con tanto di level-up. Il titolo sviluppato da Arkane Studios è pensato per essere giocato completamente in due, in co-op. Ecco quindi aggiunte diverse azioni da intraprendere in due che vanno da quelle standard (tipo aprire una porta pesante) a quelle più interessanti tipo sbloccare una porta usando un generatore di codici per creare una sequenza corretta.

Da non sottovalutare le vite condivise, appositamente collocate sul lato destro dell’HUD. Jess e Seph condivideranno un totale di 3 vite che una volta perse, un Game Over vecchio stampo vi costringerà a ripetere il livello dall’inizio. Dovrete fare il possibile per proteggere la vostra amata sorella per evitarle così la morte per dissanguamento.

La base operativa di Youngblood è situata nelle catacombe, proprio sotto Neo-Parigi. Qui, le Terror-Twins potranno recuperare munizioni, vite e intraprendere le numerosissime missioni secondarie presenti nel gioco. Ah, potrete anche ascoltare ottima musica anni ’80 e giocare all’immancabile cabinato dell’originale Wolfenstein (che qui si chiamerà Elite Hans II).

Parliamo ora del Buddy Pass, una vera e propria specialità imperdibile per tutti gli amanti del gioco co-op. Acquistando la Deluxe Edition avrete accesso a questa speciale feature che permetterà a voi e al vostro fidato amico di mille battaglie di intraprendere l’intera campagna di gioco in 2, anche se il vostro amico non ha acquistato il titolo. Basterà scaricare sulla console del vostro amico la Trial Edition e il gioco è fatto! Vi assicuriamo che giocare la campagna di Wolfenstein: Youngblood in 2 giocatori è una goduria non da poco. Potrete anche scegliere di ospitare qualche simpatico membro della resistenza disponibile in rete.

Beh, è quasi superfluo tendere lodi, ancora una volta, al lavoro svolto da Panic Button. Ma noi siamo qui anche per questo. Youngblood gira su Nintendo Switch con risoluzione dinamica, in TV il gioco offre un’azione molto fluida quasi sempre a 720p mentre in portatile tende a rimanere sui 540p. A differenza di Wolfenstein II, la grafica generale di Youngblood è molto più nitida, cosa che in sede Panic Button erano riusciti ad ottenere con il predecessore (e con DOOM) soltanto dopo la prima ottima patch. Il frame-rate del titolo è invece quasi sempre fisso a 30, in tutte le modalità di gioco disponibile, con leggeri cali durante le sparatorie più caotiche.

Per quanto riguarda le features, anche Wolfenstein: Youngblood fa il pieno di esclusive che tendono ad aumentare la godibilità generale del titolo se giocato su Nintendo Switch. Parliamo ovviamente di un rumble HD usato alla perfezione così come per la mira in motion. Gameplay e giocabilità sono ai massimi livelli anche durante lunghe run in modalità portatile mentre l’online con il Buddy Pass è davvero molto stabile.

Come si dice, tale padre tale figlie.. in questo caso. Wolfenstein: Youngblood è una piccola chicca che gli amanti di tutte le serie Bethesda non dovrebbero farsi sfuggire, l’opera di Arkane Studios si colloca al terzo posto del podio, subito dopo Wolfenstein: The New Order (che vogliamo assolutamente su Nintendo Switch) e sotto l’inarrivabile The New Colossus, ma soltanto perché questi due giochini qui sono praticamente l’apoteosi dello sparatutto action. Si, ne siamo convinti, questo primato spetta a Bethesda, e a nessun altro.

Wolfenstein: Youngblood è disponibile su Nintendo Switch dal 26 luglio 2019 al prezzo di € 39.99 (la Deluxe Edition con Buddy Pass, la versione Standard senza Buddy Pass costa € 29.99). Il gioco è disponibile anche in versione fisica ma sarà comunque necessario scaricare l’intero gioco da eShop visto che all’interno del pacchetto non è presente la cartuccia ma un codice download. Il peso delle versioni Standard, Deluxe e Trial è di 22.7 GB.

Il gioco è ottimamente localizzato in lingua italiana (testi e audio), compatibile con il Pro Controller (consigliato se accoppiato al gioco in modalità TV) e con il Cloud dei dati di salvataggio.

Grazie al supporto di Bethesda a Nintendo Switch la nostra PlayStation 4 è ufficialmente diventata il lettore DVD/Blu-Ray della redazione.

Pro:

  • Solita apoteosi del genere action..
  • ..con qualche avvicinamento al genere ruolistico
  • La location strizza l’occhio a quella di Dishonored
  • L’intera campagna a 2 giocatori
  • Il Buddy Pass
  • Tantissime missioni
  • Panic Button sempre sul pezzo
  • Gameplay rinnovato e giocabilità maiuscola
  • Ottima, immancabile, soundtrack

Contro:

  • Manca qualcosina alla trama
  • Alcune texture dei filmati pre run stentano a caricare
  • Ogni tanto qualche “boom headshot” salta
  • Manca quella f*****a interpretazione da Oscar che contraddistingue i due capitoli precedenti

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Written by: Antonio Candeliere

Antonio Candeliere, Roscio per gli amici, entra a far parte del Nintendo Player Staff nel 2014. A differenza degli altri membri del gruppo, Antonio si avvicinò al mondo Nintendo solo all'età di 19 anni, quando la sua ragazza gli regalò un magnifico Nintendo DS Lite Rosso. Quella fu la sua prima console. Antonio ebbe un'infanzia spensierata, lontano dalla tecnologia ma non dalla fantasia, spesso al piacevole contatto con spettacoli teatrali e musicali. Esperto di film approda al D.A.M.S. di Firenze dove però non trova la continuità che sperava. "Roscio", Nintendo parlando, diventa inarrestabile, proprio come l'adrenalinico film di Tony Scott, e si porta a casa svariate console della Grande N e ogni cosa che gli ricordi Samus o Super Mario. Viene a conoscenza del gruppo NPlayer e subito se ne innamora, tanto da contattare la redazione proprio per far parte di quel gruppo affiatato. Ora pubblica articoli e recensisce giochi con molta passione e dedizione. Balla sui cordoli di Mario Kart come pochi, un altro suo amore è Metroid Prime senza tralasciare naturalmente The Legend of Zelda, Super Mario e la serie Fire Emblem.