Torna a brillare di luce propria uno dei JRPG a 16 bit più belli degli anni 90. Eccovi la nostra recensione di Trials of Mana per Nintendo Switch.

Il parco JRPG che vanta una holding come Square-Enix (in passato conosciuta come Squaresoft) è davvero impressionante. L’ultimo gioco sfornato è un vero e proprio remake dell’originale chiamato Seiken Densetsu 3, uscito in Giappone su Super Nintendo Entertainment System ben 25 anni fa.

In questo capitolo della celebre serie ci caleremo nei ruoli di ben sei eroi, di cui solamente 3 saranno selezionabili prima di iniziare questa nuova avventura: un personaggio principale più due compagni. Questo darà ulteriormente forza al fattore rigiocabilità, poiché diversi i personaggi, diverse le sottotrame.

Duran è uno spadaccino di Valsena, Angela è una principessa del Regno di Altena con doti magiche e si metteranno in viaggio per contrastare il Crimson WizardCharlotte è una mezz’elfa e con l’uomo bestia Kevin dovranno sconfiggere il demone Goreman. Infine Reisz è la leader delle guardie di Laurent che con Hawkeye, un ladro di Nevarl, dovranno unire le forze per contrastare Belladonna, una incantatrice devota al Signore Oscuro.

Un male che viene da molto lontano

In passato, il mondo era avvolto nell’oscurità a causa di otto malefiche creature chiamate Benevodon, mostri della distruzione. Per salvare il mondo da un’imminente catastrofe la Dea del Mana (Goddess of Mana) estrasse la potente Spada del Mana (Sword of Mana), sconfisse gli otto Benevodon e li rinchiuse in otto diverse Pietre chiamate Mana Stone.

La Goddess of Mana, nonostante i lasciti della guerra si occupò di ricostruire il mondo rimanendo senza forze. Si trasformò così in un albero, cadendo per molti anni in un sonno profondo. Purtroppo le forze del male ripresero il sopravvento cercando di liberare i Benevodon. Iniziò così un altra guerra per destabilizzare il mondo e prendere il comando di tutti i regni causando un progressivo appassimento dell’Albero del Mana.

Dopo aver scelto il party di 3 personaggi inizierà subito il vostro epico viaggio anticipato da una breve presentazione. Di primo acchito si vede subito lo stile prettamente “anime oriented” del titolo, curato discretamente nei dettagli e molto colorato. Essendo un titolo concepito nei magici anni ’90 c’è da capire che a livello di storia non c’è nulla di innovativo, piuttosto una fedele riproduzione di tutti i meccanismi classici che hanno caratterizzato i giochi di ruolo di stampo giapponese. Vi capiterà però ogni tanto di rivivere dei flashback narrativi piuttosto brevi, in cui andrete a scoprire le vicissitudini dei compagni prima che questi ultimi incrociassero la vostra strada.

Trials of Mana

Andando ad analizzare il gameplay, ci troviamo davanti si ad un JRPG, ma senza il classico combat system a turni, bensì in tempo reale come se fosse un classico hack‘n’slash. Ci sono due tipi di attacco: il normale e quello potente, entrambi su due pulsanti diversi. Oltre agli attacchi, ogni personaggio potrà usufruire di tecniche e abilità peculiari della loro classe. Per usarla, vi basterà premere il tasto L per aprire il menù a cerchio e premere il rispettivo pulsante. Vi capiterà qualche nemico con l’icona di uno scudo blu: se userete attacchi normali gli farete il solletico, se invece terrete premuto il pulsante dell’attacco potente, quest’ultimo infrangerà la barriera protettiva del nemico.

Alla fine di ogni combattimento guadagnerete preziosi EXP, oggetti e Lucre, la moneta del gioco. Accumulando punti esperienza aumenterete di livello e avrete a disposizione dei Training Points da spendere nel menù di sviluppo delle abilità.

La curva di difficoltà è molto ben bilanciata e gli scontri con un gran numero di nemici vi daranno sempre del filo da torcere, soprattutto se questi ultimi utilizzano attacchi ad area. Tuttavia all’inizio potrete selezionare 4 modalità di difficoltà: Beginner, Easy, Normal e Hard.

Come accennato poche righe prima, il gioco mette a disposizione un sistema di classi per personalizzare ancora di più i personaggi. Il numero di classi disponibili è di nove, più altre quattro che potranno essere sbloccate una volta terminato il gioco, poiché è presente anche un post-game! Ogni classe va a influenzare in maniera significativa le statistiche dei personaggi, per cui servirà un minimo di attenzione nella scelta, anche se andando avanti nella trama poi sarà possibile ripristinare la scelta.

Girovagando per ogni città troverete negozi nei quali rifornirvi di armi e protezioni, nonché di oggetti curativi. Immancabili come in ogni JRPG che si rispetti sono le Locande dove potrete ricaricare le energie. In ogni locanda poi sono presenti dei vasi particolari: se ci pianterete dei semi quest’ultimo vi donerà degli oggetti utili. Più semi pianterete, più aumenterà di livello il vaso e quindi il valore degli oggetti che quest’ultimo vi donerà.

Dettagli tecnici

Sostanzialmente il livello tecnico del gioco è discreto. I modelli dei personaggi sono davvero belli. Cosa che non si può dire delle texture, che sicuramente avrebbero potuto subire un lavoro più dignitoso considerando la potenza delle console su cui è uscito il titolo. Noterete con molto dispiacere anche un po’ di rallentamenti dovuti al caricamento delle texture quando cambierete location. La versione per Nintendo Switch gira a 30 fps (al contrario della versione PS4). 

La colonna sonora è quanto di più gradevole possa chiedere un gioco di ruolo: i brani sono molto orecchiabili e si amalgamano bene nel complesso. La longevità si aggirano attorno ad una ventina di ore o poco più per portare a termine la storia principale. Ma non dimenticatevi del post-game e delle altre variabili narrativi messe a disposizione!

In conclusione, se avete amato anni fa l’originale, non potete farvi scappare questo goloso remake. E’ uno di quei giochi che nonostante piccoli problemi tecnici non può mancare nella collezione di ogni amante di giochi di ruolo giapponesi. La lingua italiana è assente, per cui è importante masticare bene l’inglese. 

PRO:

  • Ottima storia
  • Trame differenti da poter giocare
  • Combat system
  • Colonna sonora molto gradevole

CONTRO:

  • Qualche problema di rallentamento
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