The Red Strings Club – Recensione

The Red Strings Club è un’avventura grafica cyberpunk prodotta da Deconstructeam e pubblicata da Devolver Digital su Nintendo Switch.

Il titolo ci accompagnerà in una storia ricca di sentimento e scelte morali, dove le contraddizioni dell’essere umano vengono messe in luce all’interno di un pub da un barman e il suo dipendente androide di ultima generazione.

Trama e Gameplay

Brandeis, un androide elegante in camicia bianca, pianista, ci dà il benvenuto all’interno del Red Strings Club, un pub gestito da Donovan, un umano in grado di shakerare cocktail speciali per i suoi clienti: non sono dei semplici drink, ma veri e propri spiriti che abbracciano le emozioni di chi beve, dando la possibilità di contemplare i sentimenti fondamentali dell’anima e risvegliare le sensazioni assopite dalla piatta quotidianità. Entrerà quindi il primo cliente della serata, per introdurci al tutorial di gioco di uno degli scenari del titolo: il bancone da barman di Donovan.

Le regole sono semplici. Dovremo analizzare le emozioni del cliente, indicate dai cerchi bianchi, e spostare il cerchio dell’anima, in rosso, verso l’alto, il basso, a destra e a sinistra utilizzando gli alcolici disponibili: ognuno di loro ha un’etichetta a forma di freccia, per indicare la direzione verso cui si sposterà il cerchio. Il cerchio rosso dell’anima dovrà poi combaciare con il cerchio bianco delle emozioni. Se avrà una circonferenza troppo grande, potremo restringerla aggiungendo del ghiaccio nel bicchiere.

Vi starete chiedendo a cosa serva tutto questo. Semplice, a prendere informazioni al nostro cliente, cambiando il suo stato d’umore! Donovan è infatti un broker di informazioni: fa parte di un’organizzazione anarchica segreta che vuole rovinare i piani della Supercontinent LTD, una corporazione che vuole controllare la città attraverso la messa in commercio di moduli in biomassa in grado di migliorare le capacità degli esseri umani. Ad unirsi al team ci sarà anche Akara-184, un androide di ultima generazione sfuggito dalla prigionia della sua corporazione. Sarà un androide diverso da tutti, poiché sarà in grado di provare emozioni e prendere scelte in base al proprio gusto, la convenienza economica e il ragionamento logico.

Ambientazione e Grafica

L’intera avventura si svolge all’interno di una città futuristica abitata da umani e androidi. Come in ogni avventura cyberpunk che si rispetti, troviamo un punto di incontro tra ciò che è tecnologico, futuristico, e ciò che è meccanico e conosciuto da secoli. Un esempio già mostrato è il bancone da barman, dove l’arte del mixare cocktail si fonde alla possibilità di controllare le sorti di una nuova tecnologia. Nel laboratorio degli androidi creeremo moduli in biomassa scolpendoli su di un tornio come se stessimo plasmando un vaso nell’antichità. Gli stessi personaggi hanno nomi riconducibili a fatti ed oggetti noti all’essere umano da millenni: l’androide Akara-184 porta il nome di un’antica principessa greca – Arianna, Brandeis ricorda il nome del famoso alcolico distillato in botte e suona jazz, Donovan porta il nome di un musicista britannico, ma anche quello di un fotografo e direttore di film inglese.

I riferimenti di questo tipo saranno tantissimi e sarà molto piacevole notarli durante tutta l’avventura grafica. Il tutto sarà accompagnato da una soundtrack semplice e rilassante.

Come avrete notato dagli screenshot postati sopra, la grafica di gioco è una pixel art molto ben realizzata. Non rovina assolutamente l’ambientazione futuristica, anzi, ne esalta le particolarità. Non sarà un problema notare il codino blu di Brandeis o i suoi occhiali tecnologici rossi, così come la gamba del cliente di Donovan che si muove a scatti dopo essersi accorto di aver parlato troppo a chi non doveva.

Note Tecniche e Comandi

Nonostante i comandi di gioco siano molto intuitivi e alla portata di tutti, essi risultano in alcune occasioni difficili da utilizzare su Nintendo Switch.

Utilizzando i joy-con troveremo alcune difficoltà nel versare gli alcolici nel bicchiere o nello scolpire i moduli in biomassa. Sono troppo sensibili rispetto alla velocità di gioco e più volte si incorrerà nell’errore a causa della sensibilità non calibrabile degli analogici. La modalità touchscreen richiede l’utilizzo di due dita per ruotare gli oggetti all’interno degli scenari di gioco: il risultato è altrettanto snervante, poiché saremo costretti a coprire parte dello schermo con la mano, non riuscendo a vedere al meglio alcuni dettagli fondamentali per la riuscita del livello di gioco.

I menu di gioco sono comodissimi da scorrere in modalità touchscreen, un po’ meno utilizzando i joy-con: nel secondo caso dovremo infatti spostare un cursore all’interno dell’area di gioco. Sarebbe stata preferibile una selezione rapida di oggetti e voci del menù grazie al singolo tocco del comando, invece di essere costretti a mantenere premuto il comando direzionale per far spostare il cursore o un oggetto in gioco.

Conclusioni e Giudizio finale

Trama e ambientazione di gioco, così come la caratterizzazione dei personaggi ed i dialoghi, rendono The Red Strings Club un titolo molto godibile. L’immersione è assicurata, nonostante su Nintendo Switch si senta il peso di un’ottimizzazione dei comandi non ancora perfetta per i joy-con. Un’avventura alla portata di tutti, piacevole ed intensa con una soundtrack rilassante e ben curata. Il prezzo non eccessivo di 14,99€ è un altro elemento che va a vantaggio dell’acquisto del titolo. Sul divano o seduti nel parco, The Red Strings Club è un titolo da possedere sulla propria consolle.

 

Pro

Trama accattivante

Colonna sonora rilassante

Personaggi ben curati e con carisma

Contro

Non disponibile in lingua italiana

Manca un’ottimizzazione completa dei comandi Joy-con

Commenti da Facebook

Written by: Berardo Manzi

Classe '91. Il primo Gameboy alle elementari, la prima Alhambra alle medie. Nintendo Switch e chitarra sono i miei compagni di viaggio inseparabili, non a caso "play" può indicare entrambe le mie passioni: giocare e suonare. PS1, PS2 e PS3 mi hanno accompagnato fino ai 20 anni, Wii mi ha convertito alla "Grande N" ed ora gioco su Nintendo Switch. Dammi un gioco, una colonna sonora interessante e dei personaggi controversi per chiudermi dentro lo schermo in un mondo parallelo fatto di immaginazione e sogni.