Stranger Things 3: The Game – Recensione

Netflix, colosso dello streaming video mondiale, si getta a capofitto nel mondo dei videogiochi collaborando alla realizzazione del primo progetto ufficiale videoludico dedicato alla sua serie TV originale più seguita al mondo: Stranger Things.

Molto probabilmente, se Telltale Games non fosse andata in bancarotta, avremmo visto uno Stranger Things: The Telltale Series. Mancava soltanto l’annuncio, che poi arrivò ma fu di tutt’altro tipo e tutt’altro che positivo per l’azienda californiana. Telltale Games chiuse i battenti definitivamente e Netflix dovette far a meno del suo primo e storico videogioco.

Netflix però aveva già un piano B e non dovette attendere tanto per vedere il suo primo titolo videoludico. Con l’aiuto di BonusXP, un’azienda di videogiochi texana, rilasciò Stranger Things: The Game per dispositivi intelligenti. Il gioco si basava, ovviamente, sulla nota serie TV Netflix e ne raccontava le vicende passo dopo passo. Questo collante tra la prima e la seconda stagione fu sviluppato interamente in pixel art riscontrando l’approvazione della critica. Se la serie TV strizza l’occhio ai grandi film anni ’80, il gioco non poteva che essere realizzato con lo stile videoludico anni ’80.

Sorpresaaaaaaagghhhh!!!

E così arriviamo al gioco in questione, Stranger Things 3: The Game è una sorta di sequel del titolo che trovate (gratis) su Play o Apple Store, un gioco di avventura e azione realizzato in pixel art anni ’80. Netflix e i Duffer Brothers realizzarono, 3 anni fa con la prima stagione, un chiaro omaggio alle opere CULT anni ’80. Beh, se Stranger Things esiste dobbiamo solo ringraziare gente come Steven Spielberg, John Carpenter o Stephen King che con i loro E.T. e La Cosa di turno fecero sognare i Mike, i Will, i Dustin e i Lucas di quegli anni (ma anche degli anni dopo, e di quelli dopo ancora.. vere e proprie Opere d’Arte indimenticabili ancora oggi).

Torniamo al gioco. Stranger Things 3: The Game è quindi un gioco d’avventura e azione con visuale isometrica in cui vivremo, ora dopo ora, tutte le vicende dell’ottima terza stagione televisiva (che, menomale, ritorna ai fasti della prima, o quasi). Quindi è più che inutile raccontarvi la trama, infatti vi consigliamo di giocare Stranger Things 3: The Game soltanto se avete già divorato la terza, e molto probabilmente penultima, stagione della serie TV.

Possiamo soltanto dirvi che durante l’estate del 1985 l’atmosfera ad Hawkins, in Indiana, è più calda che mai. Tra cotte e amori sbocciati, preparativi per i festeggiamenti del 4 Luglio (giorno dell’Indipendenza degli Stati Uniti) e ancora amori (forse un po’ troppi?), nelle profondità della città sta per essere risvegliato qualcosa di grosso.

L’interno dello Starcourt Mall

Avremo a che fare con tutti gli iconici personaggi della serie, ben 12, dove ognuno di essi avrà una sua abilità e un suo attacco. Il gameplay e la giocabilità ricorda molto quella dei titoli LEGO, dove i simpatici personaggi a mattoncini saltellano qui e li per la mappa di gioco e all’occorrenza si scambiano per gestire meglio la situazione. Esatto, in Stranger Things 3: The Game succede proprio questo. L’affiatato gruppetto di eroi potrà girare liberamente o quasi in una Hawkins ricreata in pixel art seguendo le missioni principali della storia o quelle secondarie.

Proprio come per i giochi LEGO, anche Stranger Things 3: The Game può essere giocato in co-op con un amico, così si che il divertimento aumenta. L’HUB di gioco in singolo, invece, sarà occupato dalle statistiche del personaggio selezionato in basso a sinistra, con gli oggetti (medikit, lattina di Coca e quant’altro) selezionabili con L e R e le azioni da intraprendere collocate sui tasti Y, X, B, A. In basso a destra invece troveremo la targhetta del nostro compagno con le azioni da fargli fare collocate sulla “croce direzionale”.

Una caratteristica interessante è quella della creazione di oggetti. Recuperando materiali in giro per Hawkins sarà possibile creare, dal menu Creazioni o nel garage della casa di Dustin (ma anche nelle abitazioni degli altri personaggi), oggetti utili a ravvivare i combattimenti.

Il fatto è uno, seguire passo dopo passo l’andazzo generale della terza stagione risulta un pochino monotono. L’esperienza e l’interazione del giocatore con il gioco stesso è leggermente bassa. E questo è un male. Viene quasi spontaneo dire che Stranger Things è meglio guardarla che giocarla.

Il livello artistico di Stranger Things 3: The Game è invece di grande qualità. La realizzazione in pixel art va a braccetto con il genere e non interferisce, niente cali di frame, con la giocabilità generale. A interferire però sono i tanti caricamenti, seppur molto veloci, presenti praticamente varcando ogni abitazione o cambiando zona di Hawkins. Il più delle volte spezzano il ritmo, già basso di suo, del gioco.

Il gioco non sfrutta alcun tipo di feature offerta dalla console e si limita esclusivamente alla portabilità e alla possibilità di giocare in due in qualsiasi momento prestando un Joy-Con al vostro fedele amico di mille battaglie.

Stranger Things 3: The Game è quindi una simpatica variante di una delle serie TV più influenti degli ultimi 5 anni ma che sfortunatamente non riesce a ricreare quell’appeal tanto apprezzato che ha contraddistinto la creatura dei Duffer Brothers. Netflix ha avuto il suo primo gioco originale ma non ha fatto proprio centro. A questo punto non ci resta che attendere The Dark Crystal Age of Resistance Tactics, secondo gioco Netflix in arrivo su Nintendo Switch.

Stranger Things 3: The Game è disponibile sul Nintendo Switch eShop dal 4 luglio 2019 al prezzo di € 17.99 per 1.4 GB di spazio su console o microSD. Il gioco è localizzato in italiano (testi), compatibile con il Pro Controller e con il Cloud dei dati di salvataggio.

Pro:

  • Pixel art perfetta per Stranger Things
  • Buon sonoro
  • 12 personaggi da sbloccare
  • Interessante la sezione del menu Creazione oggetti

Contro:

  • Ritmo troppo lento
  • Gameplay e giocabilità sufficiente
  • Fattore Switch carente
  • Prezzo altino per i contenuti proposti

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Written by: Antonio Candeliere

Antonio Candeliere, Roscio per gli amici, entra a far parte del Nintendo Player Staff nel 2014. A differenza degli altri membri del gruppo, Antonio si avvicinò al mondo Nintendo solo all'età di 19 anni, quando la sua ragazza gli regalò un magnifico Nintendo DS Lite Rosso. Quella fu la sua prima console. Antonio ebbe un'infanzia spensierata, lontano dalla tecnologia ma non dalla fantasia, spesso al piacevole contatto con spettacoli teatrali e musicali. Esperto di film approda al D.A.M.S. di Firenze dove però non trova la continuità che sperava. "Roscio", Nintendo parlando, diventa inarrestabile, proprio come l'adrenalinico film di Tony Scott, e si porta a casa svariate console della Grande N e ogni cosa che gli ricordi Samus o Super Mario. Viene a conoscenza del gruppo NPlayer e subito se ne innamora, tanto da contattare la redazione proprio per far parte di quel gruppo affiatato. Ora pubblica articoli e recensisce giochi con molta passione e dedizione. Balla sui cordoli di Mario Kart come pochi, un altro suo amore è Metroid Prime senza tralasciare naturalmente The Legend of Zelda, Super Mario e la serie Fire Emblem.