RECENSIONE: Perception – GameScore

Condividiamo la recensione di Perception per Nintendo Switch dei nostri amici di GameScore!

Recensione a cura di GameScore – MAST3RFE1N 

Perception è il primo gioco ad essere realizzato dalla software house The Deep End Games, studio indie composto da sviluppatori con alle spalle delle esperienze importati come BioShock e Dead Space. Il progetto è stato possibile grazie alla raccolta, nel corso di due anni, di un premio da 150.000 dollari su Kickstarter.

Il gioco è un horror con visuale in soggettiva che ci mette nei panni di Cassie, una ragazza non vedente, vittima di disturbanti sogni all’interno di una casa misteriosa. Ossessionata da questi sogni, Cassie scopre la reale esistenza della casa ed è proprio da qui che parte la sua, nonché nostra, avventura, esplorando la misteriosa casa per comprendere quali siano i legami tra lei e quel luogo.

Perception

La casa maledetta

Vestendo i panni di una protagonista cieca, sarà da subito evidente l’elemento dominante in Perception, ovvero l’oscurità. Cassie però percepisce tutto quello che la circonda in modo molto simile all’eroe dei fumetti Daredevil, utilizzando i rumori per costruire nella propria mente l’immagine dell’ambiente circostante. Il nostro generatore di rumori sarà un bastone, che utilizzeremo appunto per “vedere”, colpendo il pavimento o gli oggetti vicini. A questo si aggiunge uno smartphone, con una potente app capace sia di leggere il testo contenuto negli scatti fotografici che andremo ad effettuare, sia di chiamare in automatico un operatore che ci aiuterà descrivendo tutti gli elementi presenti nei nostri scatti.

Dunque, ogni suono ci consente di far apparire a schermo porzioni di scenario per un lasso di tempo ridotto, costringendoci ad un utilizzo continuativo del bastone. La formula è sicuramente originale e in ambito horror funziona alla perfezione, trasformando gli incubi di Cassie nei nostri incubi, con una tensione palpabile ad ogni stanza che esploreremo.

In Perception non avremo armi a nostra disposizione, elemento che ci porta ad esplorare accuratamente l’ambiente circostante per memorizzare la posizione dei vari nascondigli, unico modo utile per sfuggire a qualsiasi minaccia che incontreremo. Infatti non saremo soli nella casa, una presenza malevola si aggirerà costantemente e se allarmata dai nostri rumori col bastone, non esiterà a darci la caccia.

Perception

Pussa via! Entità malevola!

Quando una entità malevola noterà la nostra presenza, lo scenario passerà dal nero della nostra cecità al giallo, per poi tendere sempre più al rosso con l’avvicinarsi del pericolo. Queste entità sommate alle poche altre forme nemiche (che non vi citiamo per evitare spoiler), rappresentano gli unici elementi di pericolo nel gioco, rivelandosi fattore di indubbia tensione ma mai una vera e propria sfida. Questo a causa della scarsa intelligenza delle entità e vista la presenza di ostilità solo in alcune zone della casa. A questo bisogna aggiungere checkpoint che, in caso di game over, permettono di riprendere quasi dallo stesso punto.

Perception

Non la luce prodotta dal fuoco a illuminare l’ambiente, ma il rumore della legna mentre arde.

Anche i vari enigmi non rappresentano mai un elemento di sfida, traducendosi spesso nell’andare dal punto A al punto B. Ed è proprio in certe circostanze che entra in scena un sesto senso di Cassie, una particolare abilità che permette con la sola pressione del grilletto sinistro di marcare in bianco il prossimo obbiettivo, rendendolo visibile anche attraverso diverse pareti, come anche da un piano all’altro. In Perception, causa la cecità della protagonista, non avremo la possibilità di consultare una mappa, rendendo il percorso nella casa di non facile lettura, di conseguenza riteniamo che il sesto senso a disposizione di Cassie, più che un “super potere”, sia stata una scelta obbligata da parte degli sviluppatori per non minare il gameplay.

Il gioco si suddivide in quattro capitoli, dove la casa, attraverso delle registrazioni vocali, fogli con appunti o flashback ci racconterà un po’ per volta le storie di chi ha vissuto ed è morto per mano della stessa abitazione. Ad ogni capitolo la casa muta in forma e arredamento, adattandosi al periodo storico ed agli usi e costumi di chi ci ha vissuto.

Perception

L’albero è una presenza ricorrente nei sogni di Cassie

In Perception quelle che potrebbero essere considerate delle mancanza di gameplay, dettate da una eccessiva linearità, in realtà non pesano tantissimo, scendono in secondo piano grazie ad una componente narrativa ben concepita, che riesce a tenere il giocatore sulle spine, spingendolo a scoprire quale sarà il prossimo tassello della storia.

Perception

L’attrito del vento delimita ogni superficie mostrando il percorso.

A questo si aggiunge un comparto audio di grandissimo impatto, capace di tenere sempre alta la tensione e di mettere in serio dubbio il proprio coraggio. Non che il gioco disponga di melodie cinematografiche, ma semplicemente di rumori ambientali, abbinati a suoni e voci demoniache, che se ascoltate con delle cuffie, in un ambiente buio, sicuramente esalteranno ulteriormente la componente horror. Per esempio nel gioco, visiteremo un ambiente inspiegabilmente rivestito nella sua interezza con del pluriball (i classici fogli in plastica con le bolle, usati per l’imballaggio). Immaginatevi nei panni di Cassie, che ad ogni suo passo corrisponde lo scoppiettio delle bolle sul pluriball, rivelandoci un ambiente dalla conformità difficile da comprendere persino per un vedente e con la presenza costante alle nostre spalle di un’entità attratta da ogni singolo scoppiettio, che brama alla nostra vita… BRRRRR!!!!

A differenza del comparto audio, la grafica in Perception segue bene le scelte stilistiche imposte dagli sviluppatori, senza però mai esaltarle, dimostrandosi, anche nella limitata visibilità del concept di gioco, fin troppo modesta. Riguardo gli altri elementi del comparto tecnico, il gioco si mostra sempre fluido con qualche rara incertezza del tutto trascurabile. Inoltre abbiamo molto apprezzato i sottotitoli in italiano e la dimensione generosa dei caratteri, che possono vantare un’ottima facilità di lettura sia in modalità portatile che in modalità TV.

Non necessariamente un punto negativo, ma sicuramente un fattore da tenere conto, è il peso del gioco di ben 6,9 Gb. Per un’avventura non brillante tecnicamente e dalla durata di circa quattro ore, riteniamo che sia un valore sovradimensionato.

In conclusione Perception si rivela un buon esponente del genere horror, con una componente narrativa valida, arricchita dalla originale presenza di una protagonista non vedente e rafforzata da un comparto audio che accompagna alla perfezione il tutto. Il gameplay lineare e gli enigmi di facile risoluzione faranno sicuramente storcere il naso a chi cerca maggiore sfida nei giochi. Nonostante questo il desiderio di scoprire la verità che si cela nella casa è talmente forte da portarci a terminare il gioco senza mai annoiarci. Di conseguenza, grazie ad un prezzo di soli 13,99€ consigliamo l’acquisto, senza alcuna riserva, a tutti gli amanti del genere horror.

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Articolo originale a cura di MAST3RFE1N

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