Project Zero: Maiden Of Black Water – Recensione

da | Ott 27, 2021

L’inquietante titolo Tecmo uscito su Wii U arriva anche su Switch. Sarà di nuovo amore o uno spaventoso incubo?

Il folclore giapponese è spesso la base di spaventosi racconti dell’orrore. Dalla famosa foresta dei suicidi agli yōkai la terra del Sol Levante è piena di leggende spaventose da cui è stato tratto ogni genere di media. La serie di videogiochi Project Zero (in Giappone solo Zero e in America Fatal Frame) ha sempre pienamente attinto dal nutrito bacino di fantasmi, mostri e leggende per presentare titoli estremamente inquietanti.

Dopo la trilogia su Playstation 2 ed il quarto capitolo diretto da Gōichi Suda (uscito solo nella terra nipponica, purtroppo) Tecmo ha rilasciato nel 2015 in esclusiva per Wii U il quinto capitolo: Maiden Of Black Water. Visto gli scarsi dati di vendita della console Nintendo, anche questo titolo non ha avuto il successo sperato ma la casa produttrice ha deciso di dargli una seconda chance quest’anno. Ci troviamo quindi di fronte ad una versione rimasterizzata dell’originale, uscita su tutte le console moderne e della quale vediamo oggi le qualità.

La nostra storia di fantasmi inizia con 3 protagonisti: la sensitiva Yuri, il tormentato Ren e la premurosa Miu. Le trame personali di questi 3 personaggi si intersecano attorno ad un luogo comune: il Monte Hikami, teatro di suicidi di massa e sparizioni. Ognuno dei 3 sale sul monte per cercare qualcuno di perduto ma si trovano a dover fronteggiare gli spaventosi segreti di un antico culto. I vecchi abitanti credevano nella sacralità dell’acqua che scorre dalla montagna e che il pericolo legato all’”acqua oscura” avrebbe corrotto tutto. Questo veniva contenuto attraverso riti pagani che vedevano protagoniste le “maiden”, vergini che con la loro purezza hanno da sempre fermato il male.

Non possiamo svelarvi altro della storia di Project Zero: Maiden Of Black Water dal momento che è uno dei migliori aspetti del titolo. Questa è divisa in capitoli, in ognuno dei quali controlleremo solo uno dei protagonisti e alla cui fine ci verrà data una valutazione. Nonostante non si tratti di una trama completamente lineare non è difficile da seguire ed il ritmo è sempre ben mantenuto (a parte qualche sporadico scivolone). Non scopriremo solo la storia di Ren, Yuri e Miu ma anche quella dei vecchi abitanti tramite flashback e documenti, grazie ai quali verremo a capo di un terrificante mistero.

Il gameplay non si discosta troppo dai vecchi Project Zero per quanto riguarda esplorazione e combattimento. Armati della nostra fida macchina fotografica (la Camera Obscura) potremo trovare segreti nel mondo dei morti ed esorcizzare i fantasmi. Quando la estrarremo la visuale passerà in prima persona e potremo controllare l’obiettivo con la levetta destra o con i sensori di movimento. Questa seconda opzione è decisamente la più indicata in quanto non solo restituisce una grande immedesimazione ma funziona anche molto bene.

Il combattimento non si basa solo sul semplice “punta e attacca” ma dovremo anche mantenere il nemico nell’obiettivo girando la fotocamera. Inoltre scattando al momento giusto effettueremo un “Fatal Frame” grazie al quale potremo infliggere molti danni e ottenere più energia spirituale. Con questa potremo potenziare la Camera Obscura e sbloccare nuove abilità che ci aiuteranno in combattimento.

Se il combattimento è divertente e ottimo con i sensori di movimento, lo stesso non si può purtroppo dire del resto dei comandi. La sensazione è quella di bassa responsività e lag nell’input, inoltre il modo di girarsi dei personaggi rende difficile muoversi nelle aree strette. Fortunatamente la lentezza del titolo non rende questi difetti insormontabili ma possono infastidire presto.

L’ispirazione principale è quella dei vecchi survival horror degli anni ‘90 con qualche punta di innovazione ma spesso aggiunta nei punti sbagliati. Un chiaro esempio riguarda la raccolta degli oggetti: per farlo siamo obbligati a chinarci tenendo premuto il tasto ZR. Qui dobbiamo stare attenti dal momento che possiamo venire attaccati da un fantasma e per evitarlo dobbiamo rilasciare prontamente il tasto. Questa meccanica è presente per quasi tutti gli oggetti e, anche se all’inizio risulta divertente e può farci prendere qualche spavento, diventa presto fastidiosa.

I nemici non sono mai un grosso ostacolo ma ci siamo trovati a volte ad essere circondati e, a causa del sistema di controllo, in balia dei fantasmi. Parliamoci chiaro, la difficoltà non è elevatissima e gli oggetti di cura sono molteplici ma spesso non ci si sente completamente in controllo delle proprie azioni. La mappa inoltre è spesso troppo zoomata e quindi non permette di leggere in maniera efficiente la zona, facendoci perdere. Nonostante questo l’avventura si può completare in circa 15 ore ma i finali multipli ed i costumi segreti possono decisamente aumentare la durata.

Tecnicamente non ci troviamo di fronte ad una produzione particolarmente curata ma la resa generale è ben sopra la sufficienza. Graficamente i personaggi sono ben realizzati e le texture di discreta qualità, da dimenticare invece i paesaggi naturali, troppo legati all’era Playstation 2 e che non hanno avuto il trattamento necessario per brillare in HD. Il titolo rimane fisso sui 30fps senza scendere significativamente a parte in rari momenti.

Grande importanza invece è stata data agli effetti di luce, estremamente curati e ben fatti. Da applausi il sound design che, grazie alle spaventose voci dei fantasmi e l’uso eccellente degli effetti sonori, permette all’atmosfera del titolo di brillare. Ogni elemento è sapientemente creato per generare tensione e questo Project Zero riesce nell’intento di spaventare e generare grande ansia nel giocatore. Grande assente è la lingua italiana, non solo per il doppiaggio ma anche per i testi. Peccato.

In conclusione possiamo dire che gli amanti dei survival horror farebbero bene a non perdersi Project Zero: Maiden Of Black Water. Il lavoro di remaster sarebbe dovuto essere svolto con maggiore cura, soprattutto lato gameplay, ma ci troviamo di fronte comunque ad un buon titolo che farà felici tutti gli amanti dell’horror giapponese. 

Project Zero: Maiden Of Black Water è disponibile solo in versione digitale scaricabile dal Nintendo Switch eShop al prezzo di € 39,99 dal 28 ottobre 2021 per 14469MB di spazio su console o microSD. Il titolo è localizzato in inglese, tedesco e francese ed è compatibile con rumble HD, Cloud dei dati di salvataggio e Pro Controller.

PRO

  • Atmosfera estremamente inquetante
  • Storia interessante e ben ritmata
  • Sound design eccelso
  • Eccellente uso dei sensori di movimento…

CONTRO

  • …ma controlli troppo lenti ed imprecisi
  • Alcune scelte di gameplay infelici
  • Niente italiano

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