Monster Hunter Stories 2: Wings Of Ruin – Recensione

da | Lug 19, 2021

Il nuovo GDR a tema Monster Hunter è finalmente arrivato tra noi. Vediamo insieme se avrà soddisfatto le alte aspettative.

Sull’isola di Hakolo una ragazza wyverniana riceve un uovo di mostro dal Rathalos guardiano, giurando di proteggerlo. Poco dopo i Ratha del mondo iniziano a sparire e tutti i mostri iniziano a comportarsi in modo strano. Spinto dalla voglia di conoscere il mondo e scoprire di più su questa anomalia un rider del piccolo villaggio di Mahana lascia la sua isola per cercare delle risposte e scoprire di più sull’uovo donato alla ragazza. Poco dopo verrà rivelato che il piccolo Rathalos che ha tra le mani potrebbe causare rovina su tutta la terra non appena dispiegherà le sue ali della distruzione.

Con questo incipit si presenta il nuovo GDR targato Capcom che ci vedrà per la seconda volta nelle vesti di rider piuttosto che di cacciatore. Monster Hunter Stories 2: Wings Of Ruin ripropone atmosfere familiari pur cambiando completamente l’impianto di gioco. Niente combattimenti in tempo reale, esplorazione libera e dinamica o storia usata solo come contorno ma un’avventura story-driven caratterizzata da battaglie a turni.

In quanto rider il nostro compito non sarà quello di uccidere o catturare mostri ma di addestrarli per poi usarli come fossero dei Pokémon. Le analogie con la famosa serie di The Pokémon Company e Nintendo però finiscono qui in quanto questa ha una sua forte personalità.

Ogni mostro ha un suo tipo di attacco preferito tra i 3 disponibili: potenza, velocità e tecnica. Starà a noi capire quale sia la mossa corretta in modo da poter contrattaccare nei testa-a-testa ed infliggere più danni. Questo meccanismo simile alla morra cinese è la base del combattimento che grazie ad esso aggiunge un lato strategico ad ogni battaglia. Dal momento che il nemico attaccherà in un modo specifico, conoscendolo, potremo infliggere molti danni e bloccare alcune delle abilità.

Durante i combattimenti contro i mostri più grandi avremo modo anche di puntare a specifiche parti del corpo in modo da romperle. Questo non solo ci darà più materiali a fine battaglia ma a volte intralcerà il nemico bloccando alcuni attacchi o esponendo una sua debolezza. Scegliendo inoltre tra i 3 tipi di armi a disposizione potremo distruggere in modo più efficace coda, testa, stomaco o una delle altre parti. Non mancano ovviamente alterazioni di stato, debolezze o resistenze agli elementi e l’uso degli oggetti a condire il tutto. Il più grande aiuto però arriverà dai nostri monstie che combatteranno assieme a noi e potremo istruirli sulle abilità da utilizzare.

I mostri saranno controllati dall’intelligenza artificiale e, così come i nemici, avranno un tipo di attacco preferito. Dovremo quindi scegliere con attenzione con quale compagno andare in battaglia per massimizzare i danni e poter effettuare i potentissimi colpi doppi. Queste tecniche si attiveranno quando sia noi che il nostro monstie attaccheremo allo stesso momento il nemico usando un attacco vincente in testa a testa. Ciò risulterà in un unico potente colpo che bloccherà quello nemico e infliggerà molti più danni. Riempiendo la barra del legame in battaglia potremo cavalcare il nostro monstie: così facendo, avremo un boost di salute e potremo usare la potentissima abilità legame.

Conoscere il nemico, sperimentare con le varie armi attacchi e alterazioni, e addestrare i nostri mostri è uno dei punti di forza del titolo. Il sistema di combattimento ricorda da vicino la serie canonica grazie a queste meccaniche. Le analogie con Monster Hunter “base” sono riconoscibili anche da chi non conosce questi titoli e portano Stories ad essere apprezzabile sia dai neofiti che dai veterani. In questo secondo capitolo (sequel di Monster Hunter Stories uscito nel 2017 su Nintendo 3DS) avremo modo anche di essere affiancati da compagni insieme ai loro monstie che saranno controllati dall’intelligenza artificiale. 

La loro utilità è decisamente importante poiché ci permetterà di evitare di saltare un turno per curarci (spesso gestiscono loro lo stato del party) o li potremo sfruttare per potenti combo. Mentre noi potremo cambiare mostro ed arma una volta per turno il nostro compagno ne userà solo una ed avrà un solo monstie, limitandoci un po’ ma obbligandoci a stare più sull’attenti. 

Va detto che sarebbe stato utile poter impartire qualche ordine alla CPU dal momento che non sempre reagisce o combatte come vorremmo in maniera efficiente (ad esempio: mentre noi stiamo attaccando una parte del mostro, il nostro compagno potrebbe attaccarne un’altra). Comunque non saranno quasi mai un ostacolo ed il più delle volte faranno il loro dovere.

Rispetto a Pokémon potremo ottenere nuovi mostri solo esplorando le tane che troveremo sulla mappa e rubando dai nidi le uova. Queste avranno un loro peso e odore indicando se il mostro avrà dei buoni geni che doneranno al nostro compagno abilità o lo potenzieranno. Potremo anche “sacrificare” i nostri monstie per potenziare quelli che vogliamo grazie al rituale sciamanico che ci permetterà di trasferire i geni da un mostro all’altro. 

Nei villaggi potremo acquistare o forgiare un nuovo equipaggiamento, potenziarlo e combinare i materiali che troveremo per creare nuovi oggetti. È presente anche un altare delle preghiere che aggiungerà un modificatore alle nostre esplorazioni come, ad esempio, maggiori punti esperienza guadagnati.

Esplorare le zone al di fuori delle città ci porterà a confrontarci con i mostri della zona e ad esplorare le tane. I mostri che porteremo con noi potranno essere cavalcati ed ognuno avrà una o più abilità utilizzabili per aiutarci durante la partita. Per fortuna, non avremo a che fare con incontri casuali ma i nemici saranno ben visibili sulla mappa di gioco, permettendoci di evitarli. Potrebbe sembrare un controsenso evitare le battaglie in un GDR ma anche i mostri più deboli hanno molta vita e molta resistenza, ciò rischia di allungare i combattimenti. Girare con il nostro monstie inoltre potrebbe darci qualche problema di orientamento in quanto la telecamera ha una strana sensibilità e non sarà semplice posizionarla come vorremo.

La storia ha un tono fiabesco e generalmente piuttosto allegro ma ci mette un po’ ad entrare nel vivo. Passare da un evento all’altro spesso vuol dire affrontare una serie di missioni tutte troppo simili tra loro che non fanno avanzare la trama principale. Purtroppo, gli incarichi secondari non sono meglio, l’obiettivo è spesso molto semplice e varia in uccisioni di mostri, raccolta risorse o creazione oggetti. Non è presente nessun minigioco o meccanica particolare che possa spezzare un po’ questa ripetitività mostrando una struttura di gioco un po’ troppo antiquata per gli standard moderni. Fortunatamente non è necessario aver giocato al titolo precedente per poter vivere questa avventura ma una conoscenza base di come funziona Monster Hunter aiuterà a destreggiarsi nel mondo di gioco.

Visivamente confermiamo tutte le sensazioni che abbiamo provato durante la nostra anteprima (che trovate qui). L’impatto visivo è eccellente grazie ai modelli in alta risoluzione, gli effetti di luce complessi ed uno stile cartoon che ben si addice al tono della storia. Il rovescio della medaglia però lo fa il frame-rate, davvero troppo instabile anche per un GDR a turni. Non sarebbe un grosso problema se non fosse che questi rallentamenti sono presenti anche nelle cutscenes, create usando il motore di gioco. La situazione purtroppo non cambia tra modalità portatile e modalità docked, speriamo che una patch futura possa migliorare questo aspetto o proporre una modalità “prestazioni” per la grafica.

Le musiche sono di buona fattura, divertenti e ben integrate con l’ambientazione. Il doppiaggio è disponibile sia in inglese sia in giapponese ed in entrambi i casi ci troviamo di fronte ad un buon lavoro. Il titolo possiede anche una divertente sezione multiplayer, sia online che in locale, dove potremo sfidare altri rider o affrontare brevi missioni cooperative. Giocare con i nostri amici non sarà fine a se stesso ma ci darà dei vantaggi nella storia principale. Potremo infatti portare con noi uova, oggetti, esperienza guadagnata e ottenere oggetti di creazione esclusivi.

Segnaliamo che il gioco è compatibile con gli amiibo, sia quelli attualmente presenti sul mercato che quelli usciti per festeggiare il rilascio del titolo (che potete acquistare qui). Le statuine Nintendo servono per acquisire oggetti utili una volta al giorno mentre quelle speciali del titolo sbloccheranno anche stili armatura unici. Non sono presenti purtroppo altre funzionalità specifiche Switch come l’uso del touch screen o il pieno supporto al rumble HD.

Monster Hunter Stories 2: Wings Of Ruin pecca sul lato tecnico ma soprattutto nel gameplay, proponendo combattimenti eccellenti ma con una struttura troppo datata. La storia ha un incipit interessante ma non decolla se non nelle fasi avanzate dove per arrivarci dovremo sorbirci troppe missioni di recupero ed uccisione. Non è la trama epica che potreste aspettarvi ma nelle sue circa 40 ore di gioco saprà divertire sia i neofiti della serie sia chi caccia i mostri ad occhi chiusi.

Monster Hunter Stories 2: Wings Of Ruin è disponibile sia in edizione fisica che in versione digitale scaricabile dal Nintendo Switch eShop al prezzo di € 59,99 per 3247,00 MB dal 9 luglio 2021 per 13873MB di spazio su console o microSD. Il titolo è localizzato in tedesco, inglese, spagnolo, francese, italiano, giapponese, portoghese e russo ed è compatibile con rumble HD, Cloud dei dati di salvataggio e Pro Controller. Se possedete anche Monster Hunter: Rise otterrete gratuitamente dei set armatura dei rispettivi giochi su entrambi i titoli.

PRO

  • Sistema di combattimento tattico e divertente
  • Spirito di Monster Hunter ben trasposto in un GDR
  • Multiplayer divertente
  • Visivamente ottimo

CONTRO

  • Frame-rate troppo instabile che compromette anche le cutscenes
  • Missioni primarie e secondarie molto simili tra loro
  • Storia troppo troppo diluita da eventi inutili

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