Hellblade: Senua’s Sacrifice – Recensione

L’incredibile e folle viaggio della guerriera Senua arriva su Nintendo Switch con una versione di gioco così perfetta da lasciare poca importanza ad alcuni piccoli compromessi tecnici.

I ragazzi di Ninja Theory rilasciano, due anni dopo aver esordito su PC, Hellblade: Senua’s Sacrifice su Nintendo Switch. Senza alcun dubbio, è questo il titolo più maturo della software house inglese che, grazie al motion picture, rende l’arte drammatica del personaggio principale il centro indiscusso dell’opera, regalando a chi gioca delle vere e proprie interpretazioni da Oscar da parte degli attori.

Heavenly Sword fu il primo titolo di successo di Ninja Theory, videogioco composto da un cast di attori del calibro di Anna Torv (la bella agente FBI Olivia Dunham di Fringe) e Andy Serkis (il grandissimo Gollum de Il Signore degli Anelli) sempre alle prese sempre con il motion picture. Lo stesso Serkis lavorò ancora con i ragazzi inglesi per Enslaved: Odyssey to the West.

A “giocare”, questa volta, con il motion picture di Ninja Theory è Melina Juergens, attrice tedesca dalle grandi abilità recitative in grado di conquistare nel 2018 l’ambito riconoscimento della Miglior Performance, grazie al ruolo di Senua, sia ai BAFTA Awards che ai The Game Awards.

Senua, ne vale la pena? Tutto questo.. per amore..

Senua è una guerriera abile con la spada intenta a raggiungere il regno oscuro di Hel con il compito di far tornare in vita il suo amato Dillion morto nell’ultima incursione dei norreni. Per far sì che ciò si avveri, Senua deve portare la testa di Dillion alla dea dei morti Hela, figlia di Loki. Il viaggio sarà pericoloso, folle e mistico al tempo stesso anche a causa del basso equilibrio psichico della guerriera dal volto pitturato di blu.

Hellblade: Senua’s Sacrifice è un’avventura in terza persona composta da un gameplay immersivo e meravigliosamente appagante. L’incredibile viaggio di Senua sarà accompagnato da visioni e suoni che echeggeranno nella testa della guerriera. Le visioni (per lo più dello spirito di Druth, un uomo che gli raccontò i miti dei norreni) sono usate per narrare e spiegare la trama di gioco, inizialmente ben delineata. Mentre i suoni, composti principalmente da “voci di donne che se la ridono alle spalle di Senua”, fungono, per un orecchio attento, da interessanti suggerimenti. Sparsi per i livelli, vedrete sicuramente dei massi o dei tronchi con alcune iscrizioni runiche circolari, questi sono utilizzati da Druth per divulgare informazioni sul contesto storico e mitologico in cui è ambientato il gioco.

Il gameplay è composto anche da un combat system azzeccato tutto parate e contrattacchi. Scoprirete man mano la grande abilità di Senua con la spada così come le diverse azioni che potrete svolgere durante il combattimento contro i devastanti norreni. In Hellblade: Senua’s Sacrifice non troverete tutorial e spiegazioni su come affrontare l’avventura, sarà il vostro istinto a farvi capire al momento giusto l’azione da intraprendere.

Proprio come l’Abbazia di San Galgano, senza tetto

Il vostro cammino si fermerà più e più volte davanti enormi porte sbarrate con rune su di esse. Qui entrano in scena dei puzzle ambientali davvero ben realizzati sotto forma di proiezioni e prospettive. Una volta risolti potrete continuare il vostro viaggio oscuro e inquietante.

Una particolarità del gioco è l’introduzione della permadeath (fehuansuzlaguzsoweluothila). L’hud di gioco è completamente assente, la vita di Senua può essere controllata sul suo braccio destro, sotto forma di marciume. Ogni volta che Senua cadrà in battaglia, il marciume sul suo braccio si espanderà fino ad arrivare alla testa, così facendo, il viaggio si concluderà con un game over assoluto e la perdita dei progressi di gioco. Uh, che botta!

Hellblade: Senua’s Sacrifice si comporta molto bene su Nintendo Switch. Iniziamo col dire che i frame-per-seconds sono sempre fissi a 30, sia in TV mode che handheld, così come la risoluzione (dinamica) a 720p (con diversi cali a 576p). E’ interessante notare che i filmati d’intermezzo della versione Switch sono dei full-motion videos, ovvero file video pre-registrati. Mentre su PC e console i filmati sono in tempo reale. L’eccessivo peso del gioco può dipendere da questo, visto la presenza di texture in alta definizione nei video.

Hellblade: Senua’s Sacrifice è uno dei migliori port (realizzati con l’Unreal Engine) attualmente disponibili su Nintendo Switch, alla pari con i lavori di PanicButton. Hellblade: Senua’s Sacrifice sfrutta il rumble HD della console e il motion control in diverse occasioni. Sicuramente consigliamo di giocarlo in TV con il Pro Controller in mano per via del grande schermo del televisore, anche in portatile non fa brutta figura, anzi..

La photo mode regala fantastici scatti

Un viaggio intrapreso per quella follia chiamata amore, in un mondo né vivo né morto, mistico e sensuale, da ritornelli febbrili provenienti da ballate lontane. Love Will Tear Us Apart. Hellblade: Senua’s Sacrifice riesce a sorprendere il giocatore in tutto e per tutto. Trama e narrazione, gameplay accattivante e appagante, tracklist e score mozzafiato in pieno stile vichingo/celtico, ambientazione, character design sublime impreziosita dall’interpretazione di Melina Juergens. Il viaggio di Senua è un’opera drammatica di assoluto valore, un titolo indipendente tripla A (come la stessa Ninja Theory l’ha definito) che nessun videogiocatore deve farsi sfuggire per alcun motivo al mondo.

Hellblade: Senua’s Sacrifice è disponibile in only digital dal 11 aprile 2019 al prezzo di € 29.99 per ben 18.2 GB di spazio su console e microSD. Il gioco è compatibile con il Cloud dei dati di salvataggio, Pro Controller, rumble HD e motion control. Localizzazione (testi) in italiano presente.

Pro:

  • Uno dei migliori port per Nintendo Switch
  • Gameplay unico
  • Atmosfera eccezionale
  • Combat system e puzzle ambientali
  • Colonna sonora norrena/celtica di prim’ordine
  • Performance di Melina Juergens super

Contro:

  • Disponibile solo digitalmente
  • Tantissimi giga per il download
  • Qualche imperfezione grafica

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Written by: Antonio Candeliere

Antonio Candeliere, Roscio per gli amici, entra a far parte del Nintendo Player Staff nel 2014. A differenza degli altri membri del gruppo, Antonio si avvicinò al mondo Nintendo solo all'età di 19 anni, quando la sua ragazza gli regalò un magnifico Nintendo DS Lite Rosso. Quella fu la sua prima console. Antonio ebbe un'infanzia spensierata, lontano dalla tecnologia ma non dalla fantasia, spesso al piacevole contatto con spettacoli teatrali e musicali. Esperto di film approda al D.A.M.S. di Firenze dove però non trova la continuità che sperava. "Roscio", Nintendo parlando, diventa inarrestabile, proprio come l'adrenalinico film di Tony Scott, e si porta a casa svariate console della Grande N e ogni cosa che gli ricordi Samus o Super Mario. Viene a conoscenza del gruppo NPlayer e subito se ne innamora, tanto da contattare la redazione proprio per far parte di quel gruppo affiatato. Ora pubblica articoli e recensisce giochi con molta passione e dedizione. Balla sui cordoli di Mario Kart come pochi, un altro suo amore è Metroid Prime senza tralasciare naturalmente The Legend of Zelda, Super Mario e la serie Fire Emblem.