Blades of Time – Recensione

Il 2 maggio, Konami annuncia a sorpresa l’arrivo di una versione rimasterizzata di Blades of Time, titolo hack and slash che ha avuto un discreto successo qualche anno fa.

A occuparsi di questa remastered è la stessa Gaijin Entertainment, software house russa che nel 2012 realizzò il titolo per Konami. Blades of Time è un adventure/action game di stampo hack and slash, il gioco è il seguito spirituale di X-Blades, un gioco che fece divertire un bel po’ di videogiocatori nel 2009 su console di vecchia generazione (ma conquistò più fortuna su PC qualche anno dopo) grazie alle sue meccaniche action e ad Ayumi, sensuale “biondona” armata di doppie pistole e vestita con un “armatura” non proprio funzionale.

Partiamo da qui, ovvero da Ayumi. Stesso nome, stesso colore di capelli, stesso fisico, stessa “armatura”. Ayumi è un’attraente cacciatrice di tesori di Dragonland, un antico luogo pieno zeppo di strane creature, paesaggi mozzafiato e enormi tesori che aspettano soltanto voi per essere scoperti.

Lo stampo hack and slash del gioco, proprio come per alcuni capisaldi del genere che conosciamo bene (Bayonetta e Darksiders), offre al videogiocatore un’azione assai movimentata sin dai primi minuti di gioco. Ayumi percorrerà l’intera avventura attraverso livelli lineari in cui eliminerà ondate di nemici grazie alle sue due spade e al fucile che userà come arma secondaria. Nel corso del gioco, la bella cacciatrice di taglie sarà assistita da una misteriosa entità che le offrirà interessanti attacchi speciali (e abilità uniche come quella di manipolare il tempo) in cambio delle anime dei nemici abbattuti. Si, sembra di leggere una spiegazione di uno dei tanti titoli hack and slash. Livelli lineari, armi bianche, attacchi speciali da sbloccare e, ovviamente, tanti tesori da scoprire. In fondo, il format che definisce il genere è questo, e Blades of Time lo esegue anche molto bene.

Le due frecce della bussola vi porteranno all’obiettivo e al tesoro del livello.. ehi state guardando la bussola vero?

Tutto fa pensare ad un “però” in arrivo. Infatti è così. Blades of Time è un’interessante sorpresa del genere hack and slash su Nintendo Switch se non fosse che i ragazzi di Gaijin Entertainment avrebbero dovuto “limare” un po’ meglio i vecchi problemi noti e ottimizzare il tutto una volta per tutte. Iniziamo col dire che la versione nostrana del gioco è un port di quella per PC, una versione più aggiornata e corretta dei numerosi problemi che affliggevano il gioco. Su Nintendo Switch alcuni di questi problemi risorgono, uno su tutti quello della telecamera. Come per tutti i giochi del genere, ruotare la telecamera può essere anche un’azione facoltativa se la stessa è ben bilanciata e da il giusto feedback. In questo caso no. Durante i primi minuti di gioco abbiamo lottato più con la telecamera che contro i nemici. Come se fossimo un vecchio lupo di mare sbronzo, in balia di una tempesta, che da prua deve arrivare in cabina. Arrr. Ballava un po’ tutto, poi, misteriosamente, la telecamera ha deciso di collaborare. Pensiamo si sia trattato di un bug iniziale ma comunque vi consigliamo di non ruotare la telecamera più del dovuto.

La fluidità d’azione per un titolo hack and slash è fondamentale. Qui, in Blades of Time, ogni tanto manca. In alcuni frangenti abbiamo riscontrato i classici cali di frame-rate, per lo più quando utilizzavamo combo e mosse speciali durante i combattimenti. Le altre azioni e abilità di Ayumi sono fluide e ben calibrate, scivolate e attacchi aerei compresi.

I ragazzi di Gaijin Entertainment hanno comunque fatto un ottimo lavoro nell’adattare un gioco vecchio di 7 anni su Nintendo Switch. Infatti, il team di sviluppo ha giustamente sfruttato anche il rumble HD della console e il Touch-screen se giocato in modalità portatile. Disponibile anche la modalità Rivolta a cui non siamo riusciti a giocare a causa di continui errori all’avvio. In questa modalità dovrebbe essere possibile giocare a partite in Co-op e Scontro in un massimo di 2 giocatori.

Blades of Time resuscita dal games cemetery e si presenta ai videogiocatori di Nintendo Switch semplicemente togliendosi la terra dalle spalle. Sarebbe servita una pulizia totale invece. Lo ripetiamo eh, il gioco non è male, segue il format del genere alla lettera e si fa giocare, nel suo piccolo, con tranquillità (a patto di sopportare il problema del “lupo di mare sbronzo”). Il fatto è un altro, i gamers su Nintendo Switch sono abituati a giochi di tutt’altro spessore tecnico e artistico. L’abbiamo sempre pensato e continueremo a dirlo, noi qui (videogiocatori Switch) siamo privilegiati.

Consigliamo comunque Blades of Time agli amanti del genere.

Blades of Time è disponibile in only digital sul Nintendo Switch eShop dal 14 maggio 2019 al prezzo di € 19.99 per 2.8 GB di spazio su console o microSD. Il gioco è localizzato in italiano sia nei testi che nell’audio, compatibile con il Cloud dei dati di salvataggio e con il Pro Controller.

Pro:

  • Ayumi, uno dei pochi motivi che potrebbe farvi provare il gioco
  • Un hack and slash semplice ma ben eseguito
  • Graficamente non male
  • Tantissime mosse in combattimento

Contro:

  • Ancora troppi errori
  • Telecamera da horror
  • Controlli non proprio alla mano
  • Qualche calo di frame
  • La modalità Rivolta è un mistero
  • Dov’è la trama?

LINK UTILI:

Commenti da Facebook

Written by: Antonio Candeliere

Antonio Candeliere, Roscio per gli amici, entra a far parte del Nintendo Player Staff nel 2014. A differenza degli altri membri del gruppo, Antonio si avvicinò al mondo Nintendo solo all'età di 19 anni, quando la sua ragazza gli regalò un magnifico Nintendo DS Lite Rosso. Quella fu la sua prima console. Antonio ebbe un'infanzia spensierata, lontano dalla tecnologia ma non dalla fantasia, spesso al piacevole contatto con spettacoli teatrali e musicali. Esperto di film approda al D.A.M.S. di Firenze dove però non trova la continuità che sperava. "Roscio", Nintendo parlando, diventa inarrestabile, proprio come l'adrenalinico film di Tony Scott, e si porta a casa svariate console della Grande N e ogni cosa che gli ricordi Samus o Super Mario. Viene a conoscenza del gruppo NPlayer e subito se ne innamora, tanto da contattare la redazione proprio per far parte di quel gruppo affiatato. Ora pubblica articoli e recensisce giochi con molta passione e dedizione. Balla sui cordoli di Mario Kart come pochi, un altro suo amore è Metroid Prime senza tralasciare naturalmente The Legend of Zelda, Super Mario e la serie Fire Emblem.