Pokémon: Detective Pikachu – Recensione

Pokémon: Detective Pikachu è finalmente qui! Durante l’evento in anteprima a Roma abbiamo avuto modo di vedere il film live-action più atteso dell’anno.

Ricordate quando, da bambini, prendevate il vostro Game Boy o il Nintendo DS e immaginavate gli scontri delle vostre creaturine prendere vita? Oppure quando esploravamo un percorso di qualche regione e ci sentivamo immersi in quell’inverosimile e tanto sognato mondo dei Pokémon? Ebbene, Detective Pikachu ci regala esattamente quello che abbiamo sempre cercato, lanciandoci in un universo che abbiamo desiderato e immaginato allo sfinimento, ma mai concretamente toccato con mano, o in questo caso visto.

Tuttavia, proprio per questo motivo, dobbiamo paradossalmente dire addio alle lotte e agli scambi di Pokémon, il cuore centrale della serie. Detective Pikachu non vuole mostrarci questo aspetto del brand, ormai dogmatico, ma ci offre un occhiata “what if” di ciò che sarebbe la società se fosse mescolata con la presenza dei Pokémon. Il risultato è visivamente e contestualmente meraviglioso, un toccasana per la fantasia degli utenti più giovani e il sogno dei più grandi che diventa realtà.

La storia, infatti, non riguarda un aspirante allenatore che cattura Pokémon e li allena per scalare la vetta della Lega. Anzi, siamo molto distanti da questo, dato che Tim è tutt’altro che un normale ragazzo della sua età. Lui non è riuscito a diventare un allenatore, a combattere nelle Palestre e ad allenare una vera e propria squadra. Si è accontentato di una vita monotona, convincendosi del fatto che non ha bisogno di avventure. Ma questo cambia quando viene a sapere che suo padre è morto in un’incidente, motivo per cui si sposta verso la grande Ryme City a raccogliere le cose rimaste del povero Harry.

I trailer ci insegnano che è proprio nella sua vecchia casa che incontra nientemeno che Pikachu, il detective che lo convincerà e spingerà poi nella soluzione dei misteriosi avvenimenti che riguardano la morte del suo stesso padre. Di fatti, il film è un giallo nel senso più puro (e letterale) della parola. Aspettatevi colpi di scena, rivelazioni, indizi, tantissimi easter egg e citazioni. Inutile dire come i riferimenti alla storia della serie riempiano continuamente le scene coccolando i più malinconici. Stesso discorso non può essere fatto per le battute e gag comiche, che molto spesso finiscono per uscire dalle linee guida “family friendly” di mamma Nintendo che, sottolineiamo, ha avuto poco a che fare con la produzione della pellicola.

Purtroppo, non possiamo dire che la narrazione ha avuto momenti in cui ci ha lasciati con il fiato sospeso o emozionati, quando chiaramente alcune scene ci provano in tutti i modi. A volte è palese come determinate sequenze o situazioni tentano di suscitare in noi dei sentimenti forti, al pari del finale di Pokémon The Movie: Mewtwo Strikes Again (cui potrebbe essere segretamente collegato, ma di cui non vi diremo nulla per evitare spoiler) fallendo poi quasi tristemente.

Stesso discorso va fatto per la conclusione che, sebbene riporti una situazione piuttosto catastrofica, non è capace di farci restare con gli occhi puntati sullo schermo in attesa di scoprire come i protagonisti risolveranno la situazione. Nel complesso, purtroppo Detective Pikachu si perde in una strana banalità, dovuta probabilmente alla necessità del film di adattarsi a fasce d’età profondamente diverse. Narrativamente parlando, sì, si poteva fare molto di più con una IP dal successo planetario.

Del resto, i personaggi sono fortunatamente ben riusciti: tra loro Tim e Lucy sono i giovani protagonisti della storia, che con i loro Pikachu e Psyduck devono sventare il piano malvagio di un associazione segreta (suona familiare?). La ragazza è molto decisa, risoluta e a tratti quasi antipatica, mentre Tim è più titubante, meno convinto, ma al contempo diventa progressivamente più incline al lavoro di squadra e alla ricerca della verità. Abbiamo davanti figure stereotipate dei personaggi che troviamo in ogni gioco Pokémon. Tim è il protagonista che cresce emotivamente nel corso della storia, Lucy è la ragazza che accompagna “l’eroe” della storia e lo assiste, mentre altri personaggi fanno da supporto e da antagonisti. Insomma, la struttura della trama di per sé è più che funzionale, anche se non mancano buchi nella narrazione stessa, in cui molti eventi, di cui tanti importanti, non vengono sempre chiariti. 

I veri difetti di Detective Pikachu, infatti e purtroppo, si trovano nella banalità e prevedibilità di molte vicende, che per un giallo è qualcosa che va assolutamente evitato. Non ci sono momenti che ci hanno fatto tenere con il fiato sospeso, il ché ci è dispiaciuto non poco. In alcune situazioni dei primi momenti del film addirittura diventa palese che determinate azioni comporteranno specifiche conseguenze, quasi a farci chiedere perché i personaggi facciano quelle scelte, snaturando il tutto. 

Gli effetti di CGI di Detective Pikachu davvero rischiavano di rovinare tutto. Non serve dire che si tratta di una componente chiave della produzione della pellicola, dal momento che è l’unico modo per realizzare i Pokémon, e per renderli realistici. Ma il CGI riesce appieno nel suo compito, ovvero di mostrare delle creature che non sembrano incollate da un software di modellazione, ma bensì parte integrante del mondo del film. Le pellicce di Pikachu, Purrloin o Eevee, le squame di Gyarados o Greninja, le foglie di Torterra e le sostanze viscide sono assolutamente credibili, parti della scena nel modo più naturale possibile.

Per questo, ciò in cui Detective Pikachu riesce maggiormente è senza ombra di dubbio la rappresentazione di un mondo impossibile come se fosse possibile. La presenza dei Pokémon si fa sentire con forza per l’intera durata del film, ma attenzione, questi non sono semplicemente un contorno o un “abbellimento” al contesto generale. The Pokémon Company, Warner Bros. e Legendary Pictures hanno dimostrato di aver capito qual è la visione dei giocatori, sia neofiti che veterani, di quello che potrebbe essere il nostro pianeta se fosse abitato da Pokémon.

Il risultato è magistralmente rappresentato in Detective Pikachu, non solo in scene in cui viene mostrato direttamente il rapporto tra umani e Pokémon, ma anche in momenti in cui l’attenzione è spostata sui protagonisti o su altro. Ad esempio, abbiamo notato alcuni agenti di polizia in secondo piano che venivano seguito da piccoli e pelosi Growlithe, oppure dei Loudred che alimentano i bassi di una discoteca. Il mondo in cui veniamo immersi funziona, è assolutamente credibile e mai ci ha ricordato di esser stato realizzato quasi interamente in CGI. 

Nel complesso, non possiamo dire che Detective Pikachu sia un capolavoro, ma che rappresenta un punto di arrivo e di partenza. Si tratta indubbiamente del miglior film basato su un videogioco prodotto finora, il ché è un enorme traguardo raggiunto da Legendary Pictures e Warner Bros.. Il lungometraggio, infatti, non vuole seguire assolutamente i canoni della serie su console Nintendo, ma prende una strada opposta, allontanandosi dalle lotte e dalle catture. Abbiamo davanti il fantastico mondo dei Pokémon che da piccoli abbiamo sempre sognato e infatti è così, esattamente come lo immaginavamo. Nonostante la prevedibilità di alcune situazioni, e la sua semplicità complessiva, la trama riesce a tenerci seduti davanti lo schermo perché ci porta comunque a porci domande su quale sia la verità dietro il mistero della morte del padre di Tim. Il nostro consiglio, però, resta comunque di mantenere basse le aspettative riguardanti la trama. I fan dei Pokémon non possono e non devono assolutamente farsi perdere Detective Pikachu, soprattutto perché dentro di loro sanno che è questo l’universo che hanno aspettato per così tanto tempo.

Ricordiamo ai lettori che Pokémon: Detective Pikachu arriverà nelle sale cinematografiche di tutto il mondo il 9 maggio 2019. Restate connessi su Nintendo-Player per non perdere ulteriori novità sul mondo Pokémon.

Ringraziamo Nintendo Italia per averci offerto la possibilità di vedere in anteprima nazionale il film, durante l’evento dedicato a Roma, in modo da poterne parlare con tutti voi.

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