RECENSIONE: Layton’s Mistery Journey – GameScore

Condividiamo la recensione di Layton’s Mistery Journey – Katrielle e il complotto dei Milionari per Nintendo 3DS dei nostri amici di GameScore!

Recensione a cura di GameScore – OGU

IL COMPROMESSO DEL PROFESSORE

Layton’s Mistery Journey – Katrielle e il complotto dei Milionari è l’ultimo capitolo di una serie nata ben 10 anni fa, in un contesto molto particolare.

Precedentemente alla diffusione in larga scala degli smartphone, la strategia Blue Ocean di Nintendo ha dimostrato a tutti noi quanti potenziali fruitori di videogiochi si nascondessero al di fuori dal classico bacino di utenza composto da appassionati di vecchia e meno vecchia data.
I cosiddetti casual gamers hanno rappresentato un fattore fondamentale nel successo senza precedenti di Nintendo DS. Di conseguenza il parco titoli della console ha lasciato spazio negli anni a diverse esperienze che fossero in grado, nel tentativo di far gola ad un pubblico più ampio possibile, di coniugare l’accessibilità tanto cara ai casual con la profondità di un videogioco classico.

Punta di diamante di questi esperimenti è senza dubbio la saga del Professor Layton. L’idea di base è piuttosto semplice: mentre i punta e clicca canonici prevedono la fusione degli enigmi all’interno della componente narrativa, nella quale appunto le vicende si alternano alle fasi di riflessione senza una vera e propria soluzione di continuità, Layton scardina il gameplay tipico del genere proponendo una narrazione lineare intercalata da una serie di puzzle per lo più slegati dalla storia.

Detta così questa semplificazione può suonare come un impoverimento delle meccaniche di gioco, ma questa scelta si rivela invece un compromesso che fa breccia fra appassionati e non. Fin da subito il Professor Layton si ritaglia una comoda nicchia nel panorama videoludico internazionale grazie alla cura con cui vengono confezionati i suoi prodotti e, soprattutto, alle bellissime storie che lo vedono protagonista.

Quanti enigmi abbiamo risolto in compagnia di Luke e del Professor Layton…

IL MANIERISMO DELLA FIGLIA

Dopo la dichiarazione ufficiale di Level 5 riguardante il pensionamento del noto archeologo, noi fan della serie ci eravamo oramai messi il cuore in pace.

Il professore ha appeso al chiodo la sua tuba. Non lo vedremo mai più. 
Cosa ci vuoi fare… è la vita. Facciamo tesoro delle nostre preziose memorie. 
E forse è meglio così sai. In fondo, negli ultimi capitoli aveva perso un po’ lo smalto.
La prima trilogia…Oh, che capolavoro di trilogia! Mi rigioco lo Scrigno di Pandora.

Questi i pensieri che ci frullavano per il capo. Vi lascio quindi immaginare con quanta gioia abbiamo appreso la notizia che la serie sarebbe stata presto riportata in vita con l’arrivo di un settimo capitolo ufficiale, con protagonista la figlia del professore, Katrielle Layton.
I dubbi erano parecchi. Nei sei giochi precedenti non abbiamo mai trovato alcun indizio che potesse suggerire una progenie del Professore, e vestire i panni di una figlia adulta lasciava intuire un salto temporale non indifferente. Da dove nasce questa figlia? Avremmo trovato collegamenti e risposte all’interno del gioco?
O questa scelta è dovuta solamente alla volontà di dare una sterzata alla serie che negli ultimi capitoli cominciava ad essere troppo simile a se stessa? Potrà la freschezza di Katrielle iniettare nuova linfa vitale a questo settimo capitolo e riportare la saga ai fasti di un tempo?

Senza posticipare ulteriormente l’ardua sentenza, lo dico chiaro e tondo: no, Katrielle fallisce su tutta la lineaLayton’s Mistery Journey è un’operazione di stanco riciclaggio, che cattura in parte l’atmosfera tipica dei predecessori ma incapace di far progredire la serie verso nuovi orizzonti. Un po’ come un quadro di un pittore manierista che non riesce a scrollarsi di dosso l’ombra dei grandi del Rinascimento.

EFFETTO NOSTALGIA

Katrielle ha sicuramente preso la gestualità dal padre.

In linea con gli standard di Level 5, Layton’s Mystery Journey rimane comunque un gioco squisitamente cesellato. Lo stile grafico, i dettagli delle illustrazioni che compongono il mondo di gioco, i bellissimi filmati che fungono da introduzione e chiusura; e sopra ogni altra cosa le musiche, splendide, con pezzi nuovi e il ritorno dei brani più significativi della serie. Da sempre la colonna sonora è l’elemento che più di ogni altro contribuisce alla messa fuoco di questa atmosfera romantica e sognante del mondo del Professor Layton, e gli sviluppatori si sono assicurati che le qualità audio e video di questo settimo capitolo permettessero a Katrielle di vivere in quello stesso mondo.
Ma mentre il padre archeologo amava girovagare fra villaggi e antiche rovine, la figlia investigatrice apre la sua agenzia a Londrae non si schioda dalla capitale Britannica. La città ai nostri occhi appare ovviamente trasfigurata attraverso la lente fiabesca e surreale tipica della saga. Fra case stregate, supereroi e antiche leggende, Londra diventa l’accogliente palcoscenico di misteri buffi e personaggi improbabili.
Katrielle stessa, sebbene non possieda il fascino e il carisma da vero gentiluomo del padre, è sicuramente un personaggio riuscito. Una ragazza in gamba, dall’aria un po’ distratta ma sempre in grado di arrivare alla soluzione dell’enigma passando a volte per vie traverse.

Da notare, rispetto agli altri capitoli usciti su 3DS, l’assenza totale dell’effetto 3D.

ENIGMA NON RISOLTO

In giro per Londra.

Il gameplay è quello tipico della serie. Si avanza nel mondo di gioco quadro dopo quadro, indagando i vari dettagli con il pennino. Letteralmente un punta e clicca in cui dobbiamo ispezionare ogni singola illustrazione in lungo e in largo in cerca di indizi, enigmi e personaggi con cui parlare. Cliccando nell’area giusta faremo partire una conversazione che farà proseguire la storia o che ci porterà a risolvere un enigma.

Questa volta però, l’avventura viene frantumata in singoli casi più brevi, non collegati fra loro. E questo è il primo grave difetto del gioco. I misteri che Katrielle deve risolvere sono sempre slegati fra loro, e la storia, di conseguenza, non ingrana mai. Solo l’ultimo caso, purtroppo, va a trattare questo fantomatico complotto di milionari. Ma per undici dodicesimi di gioco sbadiglieremo tra un caso e l’altro, le cui soluzioni non sfigurerebbero in una puntata di Scooby Doo. E più di qualche volta ci sarà tutto chiaro ancora prima che Katrielle e i suoi amici comincino ad indagare.
Che fine hanno fatto le bellissime avventure del Professore? Vi ricordate i casi intricatissimi e affascinanti che ci tenevano col fiato sospeso fino alla fine? No, Katrielle dovrà invece trovare un regalo di compleanno per la moglie dell’ispettore di polizia. Ridicolo!
Senza poi contare che nonostante per tutto il corso del gioco ci siano riferimenti al padre di Katrielle e alla sua scomparsa, non ci viene detto nulla, facendoci solo intuire che sì, forse in un eventuale seguito potremmo avere qualche dettaglio in più. Quasi una presa in giro per i fan.

Ok, tempo di spremere le meningi. O provare a caso finché la soluzione non salta fuori.

L’altra delusione cocente sono gli enigmi. Abbiamo già notato un abbassamento qualitativo degli enigmi negli ultimi capitoli della serie. I ragionamenti lunghi e complessi della prima trilogia hanno da tempo lasciato spazio a puzzle più semplici o ad indovinelli la cui unica difficoltà consiste nel non cadere nel classico trabocchetto. Ma in questo caso non è solo la facilità a lasciare interdetti: troppi enigmi si assomigliano gli uni con gli altri e alcuni sembrano non avere proprio senso. Ne ho risolto un paio pigiando a caso sullo schermo, e tanti enigmi sono basati su giochi di parole in lingua inglese. Da considerare, inoltre, che la traduzione italiana dei testi lascia un po’ a desiderare, dando a volte indizi sbagliati per la risoluzione dei quesiti. L’eccitazione che da sempre pervade il giocatore quando appare su schermo il punto esclamativo che preannuncia un enigma da risolvere, in Layton’s Mistery Journey lascia ben presto spazio ad uno sbuffo di impazienza. Un peccato.

Nel pacchetto non mancano ovviamente i soliti extra: i minigiochi da sbloccare man mano che si avanza nel corso del caso, gli enigmi del giorno da scaricare e che possono quindi tenervi impegnati per tutto l’anno, la solita galleria di immagini, musiche e filmati. Per la prima volta è possibile interagire con ambienti e personaggi, e possiamo arredare a nostro piacimento l’agenzia di Katrielle o cambiare l’outfit della protagonista. È addirittura possibile acquistare nuovi costumi dall’eShop, preparatevi quindi a sborsare due euro se volete far indossare a Katrielle la tuba del padre o i pantaloncini di Luke.

La qualità dei filmati è come sempre eccezionale.

Layton’s Mistery Journey è, tutto sommato, un gioco che può intrattenere per diverse decine di ore. Ma nonostante sia costretto a riconoscerne i meriti oggettivi, non mi sento di consigliarne l’acquisto a prezzo pieno né ai fan storici della saga, né a chi si avvicina per la prima volta al mondo della famiglia Layton. Piuttosto, cari amici, recuperate i meravigliosi capitoli per DS.

Per chi fosse interessato a capire quanto gravi siano gli errori di traduzione in italiano e come possono compromettere l’esperienza di gioco, lascio il breve video di Casa Nintendo che affronta nel dettaglio proprio questo argomento.

Clicca sull’immagine per volare su GameScore.it

Articolo originale a cura di OGU

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