Continuiamo con il sesto punto della rubrica I Sette motivi per cui giocare Xenoblade Chronicles: Definitive Edition. Questa volta, tocca a Noi!

Eccoci arrivati al sesto motivo della fantastica rubrica intercommunity #PerchéXenoblade, in cui seguirà una riflessione da parte nostra, Nintendo Player, su come i due capitoli parlano e sono uniti tra loro! Vi ricordiamo che il progetto è nato dagli sforzi congiunti di varie realtà, tra cui noi, i ragazzi di Xenoblade Universe “R-Alpha” ,Mario’s Castle ,LuxPKKNintendOnNintendoomed Nintendo Protagonist!

Xenoblade Chronicles DE

La Rubrica #PerchéXenoblade continua

Motivo numero 6: Due mondi distinti, lo stesso Destino

Partiamo dalla premessa che molti di voi, possessori di Nintendo Switch, avranno probabilmente già giocato a Xenoblade Chronicles 2 e il suo DLC prequel “Torna – The Golden Country”. 

Nelle intenzioni di Tetsuya Takahashi, avrebbe dovuto essere un flashback giocabile a circa tre quarti dell’avventura, ma poi per questioni di tempo il team di sviluppo ha dovuto metterlo da parte. Fortunatamente, il successo del titolo ha convinto Nintendo ad autorizzare lo sviluppo di nuovi contenuti per un pass espansione. 

Quest’ultimo, dunque, sblocca una generosa quantità di missioni secondarie che lo sviluppatore nipponico ha pubblicato nel corso del 2018, più l’espansione vera e propria, una lunga campagna che racconta un momento fondamentale nella mitologia di Xenoblade Chronicles 2.

Tuttavia, oggi non siamo qui per narrarvi di Xenoblade Chronicles 2 e del suo legame con Torna – The Golden Country, ma bensì del legame che c’è tra Xenoblade Chronicles 2 e il capitolo rimasterizzato di Xenoblade Chronicles: Definitive Edition.

La maggior parte dei giocatori pensa che Xenoblade 2 sia il seguito del primo capitolo originale del Wii. Ma questo non è proprio esatto perché, nonostante sia vero che il primo capitolo è uscito molti anni prima rispetto al secondo, essi rimangono intrinsecamente collegati nella trama per motivi che lasciamo scoprire al lettore. Ma possiamo assicurarvi che non si tratta né di sequel né di prequel.

Ovviamente per motivi di spoiler, eviteremo di scendere nei dettagli per i tanti che non hanno giocato uno dei due capitoli. Questo porta a vivere le storie di Shulk e Rex sotto un punto di vista veramente interessante. Inoltre, dimostra anche come nel team di Monolith Soft siano stati veramente formidabili nel realizzare un “sequel” del primo capitolo con un concetto completamente diverso da quello che il pubblico si aspetterebbe.

Sicuramente gli amanti delle trame che si sviluppano e si intersecano attraverso lo spazio-tempo troveranno una sorta di terra promessa nella serie di Xenoblade. In definitiva, la vicenda sembra guidata dall’idea di storie parallele che coesistono in mondi leggermente alterati, ma rimangono due realtà sotto lo stesso macrocosmo. Eppure, dal punto di vista del design hanno dei punti in comune.

Differenze di stile di narrazione, ma stessa maturità

L’aspetto molto più “anime-style” del mondo di Alrest e dei protagonisti di Xenoblade Chronicles 2 ci aveva fatto credere che Monolith Soft, una volta tanto, avesse deciso di abbandonare le tematiche mature che hanno contraddistinto ogni suo JRPG dai tempi di Xenogears. 

Ma lo sceneggiatore Tetsuya Takahashi ha ammesso di aver voluto scrivere una storia di sviluppo, concentrandosi sul personaggio di Rex, un ragazzo che si ritrova coinvolto per caso in un’avventura senza precedenti rispetto alla sua vita ordinaria. 

Infatti, Xenoblade Chronicles 2 è ricco di battute un po’ goliardiche e situazioni e reazioni dei personaggi che seguono un’impronta tipicamente “anime”, soddisfacendo un pubblico ben preciso. 

In realtà, Takahashi non ha abbandonato proprio per niente le tematiche adulte che lo hanno reso famoso e, infatti, Xenoblade Chronicles 2 riesce a sorprendere i giocatori in colpi di scena e sviluppi di trama ben più profondi da quello che potrebbe far trasparire lo stile grafico scelto. Da questo punto di vista, il secondo capitolo ci mette un po’ di tempo a coinvolgere il giocatore dal nello sviluppo della storia, mentre le vicende di Shulk in Xenoblade Chronicles ci appaiono da subito più definite e mature coinvolgendo il giocatore fin dalle prime ore a livello emotivo perché si presenta sin da subito l’importanza della posta in gioco. Tuttavia, molti oggetti, razze e mostri sono presenti in entrambi i mondi anche se presentate in stili veramente diversi. 

Cosa ha segnato di Xenoblade su Wii?

Insomma, senza scendere in tutti gli altri dettagli unici come la colonna sonora, i personaggi il gameplayXenoblade Chronicles praticamente chiuse l’era della fantastica Wii con un botto incredibile, mostrando muscoli che nessuno credeva che la piccola console casual Nintendo potesse avere. 

Inoltre, usciva in un periodo un po’ buio per il genere JRPG, rivitalizzando al punto da destare l’interesse sopito di una nuova generazione di videogiocatori che rischiavano di non comprendere o scoprire questo fantastico segmento. Senza contare che riportò sulla cresta dell’onda Monolith Soft stessa, dopo il modesto successo del progetto Xenosaga.

Cosa assai curiosa, lo stesso Tetsuya Takahashi dichiarò che i due capitoli non fossero interconnessi tra loro, cosa che si rivelò del tutto falsa.

Le differenze tra Wii e Switch sono sostanziali, un lavoro di pregio.

Una grande rinascita

Concludendo, Xenoblade Chronicles: Definitive Edition è un gioco stupendo che trova una nuova vita su Nintendo Switch con una veste grafica completamente rivista che gli permette di esprimersi al meglio nel suo splendore e non più limitato tecnicamente da ciò che era l’amata e povera defunta Nintendo Wii, portando con sé l’importante onere di poter finalmente unire i due capitoli sulla stessa console permettendo a nuovi e vecchi fan di ricollegare due storie distinte, ma unite dallo stesso destino…

Avremmo voluto approfondire molto di più la trama dei due Xenoblade, ma purtroppo e fortunatamente questa è una rubrica #spoilerfree!

Grazie di seguire questa rubrica e non scordate di seguire tutti gli altri portali!

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