Live A Live – Recensione

da | 07/09/22 16:45

Live A Live è un capolavoro degli anni ’90, che ha rivisto la luce grazie al recente remake sviluppato per Nintendo Switch, di cui presentiamo la recensione.

La storia di Live A Live è piuttosto travagliata, e sicuramente diversa da quanto questo gioiello meriterebbe. Uscito nel 1994 ad opera di Square Soft, il gioco non raggiunse mai l’Occidente. La casa di produzione era agli albori del suo splendore, e aveva realizzato l’incredibile mondo di Final Fantasy, gioia e dolore per le altre produzioni. L’immenso successo di FF, infatti, che ancora oggi continua a non retrocedere di un solo passo, giocò a sfavore di Live A Live. Benché fosse stato accolto favorevolmente in Giappone, il gioco era troppo piccolo e “poco importante” per parlare di esportazione in Occidente. Si preferì portare in Europa Final Fantasy e lasciare che Live A Live rimanesse un bellissimo progetto dentro i confini della madrepatria. Il titolo trovò comunque il modo di arrivare anche a noi, grazie agli emulatori e a due ottime traduzioni completate dai fan. Ora, grazie al remake portato in campo poche settimane fa, Live A Live ha ripreso vita e riacquistato uno splendore che avrebbe meritato anche nel 1994.

Un contenitore di meraviglie

Live A Live ha calamitato tantissimi artisti del mondo videoludico, che hanno lavorato ad altre grandi produzioni e hanno trovato in questo gioco il loro trampolino di lancio. La struttura a episodi, infatti, ha portato molti artisti a giocare un ruolo fondamentale per la realizzazione delle varie storie. Tra le personalità di spicco che hanno contribuito alla sua realizzazione c’è, per esempio, Gosho Aoyama, il papà di Detective Conan. Il game director del titolo nel 1994 fu Takashi Tokita, all’epoca un neofito sul campo, che ha successivamente lavorati a Chrono Trigger. Si potrebbe comodamente dire che quest’ultimo non sarebbe esistito, senza Live A Live come fonte d’ispirazione, e senza l’importanza che ebbe nella crescita professionale di Tokita. Altri nomi fondamentali, ripescati dalla storia videoludica degli anni ’90, sono Yoko Shimomura, che si dedicò alla colonna sonora, e Nobuyuki Inoue, il designer.

Live A Live rappresenta un tassello fondamentale per i JRPG come li conosciamo oggi, e la sua particolarità ha spronato molti artisti a evolversi, portando un considerevole bagaglio di esperienza nelle loro opere successive. Il remake prodotto per Nintendo Switch non è un porting, bensì un rifacimento totale che, mantenendo inalterata la struttura di base, ha svecchiato l’intero scheletro del gioco. Giocatrici e giocatori possono gioire. Live A Live è stato trasformato in una godibilissima esperienza, che profuma di anni ’90 ma è proiettato nel 2022.

A spasso tra le epoche

Ciò che maggiormente distingue Live A Live dagli altri videogiochi è la struttura episodica che lo caratterizza. Non si tratta di un’unica storia, che inizia, si sviluppa e termina in modo lineare, bensì di un puzzle. I giocatori possono intraprendere un viaggio tra le epoche della storia dell’essere umano, a partire dalla preistoria e fino al futuro remoto. Ogni realtà racconta un mondo diverso, e ogni mondo rispetta un’era differente. Sembra quasi di avere più giochi in uno solo, poiché a cambiare sono anche le meccaniche, che si adattano alla trama che si vuole raccontare. Benché ogni episodio possa essere terminato in breve tempo (la storia più lunga richiede circa 2 ore di gioco), non si rimane insoddisfatti. La rappresentazione è ai massimi livelli.

Prendiamo un esempio: la preistoria. Il capitolo dedicato al passato della civiltà umana si svolge nelle caverne, con uomini vestiti di pelli. Siamo agli albori della nostra storia, e l’intera storia non presenta dialoghi. Siamo, infatti, anche agli inizi dei metodi di comunicazione, e non esiste ancora un vero e proprio linguaggio. Si comunica con gesti ed espressioni, ed è esattamente così che è stato reso questo capitolo narrativo. Dalla ricerca alla caccia, dal nutrimento al riposo nei giacigli di paglia, i personaggi non parlano ma comunicano non verbalmente. Questo aumenta a dismisura la credibilità dell’arco narrativo. Ogni epoca è caratterizzata da particolarità che la rendono unica e la distaccano dalle altre. In totale sono presenti 8 capitoli, di cui 7 disponibili fin da subito e selezionabili liberamente dalla schermata del menù.

Si passa dalla preistoria al futuro remoto passando da Giappone feudale, Medioevo, Far West, Cina imperiale, storia contemporanea e futuro prossimo. Sono ere distinte ma, in qualche modo, accomunate tra loro. Tutte le storie, infatti, convergeranno verso un finale comune.

Combatti e vinci le tue battaglie!

Live A Live è un viaggio tra le epoche e, come tale, mette il giocatore di fronte a diverse battaglie. A seconda del capitolo, i personaggi hanno a disposizione armi e stili di combattimento differenti. Ogni lotta è, tuttavia, semplice e intuitiva. Non si tratta, come già spiegato, di battaglie affrontate da un unico party, ma di combattimenti a griglia, dove la posizione di ogni personaggio è fondamentale, così come la gestione degli spazi. Gli attacchi possono essere singoli oppure ad area, e viene indicata chiaramente la porzione di terreno sulla quale si abbatteranno. Le probabilità di successo aumentano cogliendo gli avversari di sorpresa alle spalle, mentre un attacco frontale potrebbe permettere al nemico di schivare la propria mossa.

Si passa da combattimenti con bastoni e fiaccole a duelli a colpi di revolver, oppure incontri affrontati con l’aiuto delle arti marziali. Benché la base del combat system rimanga immutata, i dettagli e le tattiche che portano al successo variano da un’epoca all’altra. A questo si aggiunge l’assenza di quest secondarie, poiché la concentrazione viene mantenuta sui nuclei narrativi principali. L’esplorazione è volutamente assente e le storie sono unidirezionali. I giocatori, tuttavia, si annoieranno difficilmente grazie alla dinamicità dei racconti e della struttura stessa di Live A Live.

Via il vecchio, avanti il nuovo?

Il remake di Live A Live per Nintendo Switch è un rifacimento ad hoc dell’originale. Senza snaturarne la struttura, il gioco è stato rispolverato e gli è stata donata una brillantezza nuova. Grazie all’HD-2D è stata possibile una resa ottimale del titolo del 1994. Gli scenari e le ambientazioni statiche hanno acquisito profondità, rimanendo fedeli allo stile originale ma con qualcosa in più. Immersi in una nuova tridimensionalità, i giocatori possono godersi ogni pixel senza che questi risultino faticosi da seguire. Il mondo di gioco è vivido e dai colori brillanti, e la luminosità è stata riadattata per conciliarsi perfettamente con lo schermo di Nintendo Switch. Quando un remake viene curato in modo simile, i giocatori possono solo gioirne.

La colonna sonora, inoltre, è stata rimasterizzata in modo perfetto, adattandosi a ogni epoca e a ogni momento dei singoli archi narrativi. Le musiche di base erano già storiche, ma ora sono grandiose. Giocare al remake di Live A Live è una gioia, e il titolo scorre fluidamente e senza un accenno di bug, ritardo o malfunzionamento. Un lavoro fatto con i fiocchi, si potrebbe dire!

Live a Live è disponibile dal 22 luglio 2022 sia in edizione fisica che in versione digitale scaricabile dal Nintendo Switch eShop al prezzo di € 49,99 per 4728,00 MB di spazio complessivi. Il gioco è localizzato in Tedesco, Inglese, Spagnolo, Francese, Italiano, Giapponese, Coreano, Cinese ed è compatibile con il cloud dei dati di salvataggio e Nintendo Switch Pro Controller.

PRO

  • Struttura narrativa episodica che attraversa le epoche
  • Combat system semplice e intuitivo
  • Ambienti brillanti e dal retrogusto nostalgico
  • Colonna sonora ben curata e perfettamente in linea con le situazioni

CONTRO

  • Alcuni episodi sono “invecchiati” peggio di altri
  • Le avventure sono piuttosto brevi

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