RECENSIONE: Chromagun – Switch eShop

Pixel Maniacs esordisce su Nintendo Switch col suo Chromagun. Come sarà andata? Scopriamolo insieme nella nostra recensione!

chromagun

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Il panorama indipendente su Nintendo Switch comincia ad essere sempre più florido e tanti titoli già pubblicati su altre piattaforme, trovano nuova linfa vitale sull'ibrida di casa Nintendo sia per il fantomatico fattore portatilità, sia per la possibilità di integrare comandi tattili o l'innovativo HD rumble.

Così, svariati giochi riescono ad avere una seconda chance, approdando su nuovi lidi ricchi di contenuti extra o semplicemente tirati a lucido per l'occasione. Nintendo Switch infatti, possiede alcuni tra gli indi migliori degli ultimi anni probabilmente nella loro incarnazione più felice.

Pixel Maniacs ad esempio, tenta di gettarsi nella mischia, rilasciando questo 22 Gennaio il suo titolo di punta sull'eShop di Nintendo Switch. Scopriamo di che pasta è fatto Chromagun!

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Un PortaLe di Colori

Ormai sul mercato dal 2015, Chromagun arriva in questo Gennaio comprensibilmente scarico di grossi titoli ma ricco di giochi indipendenti che tentano la fortuna sul nuovo sistema ibrido della casa di Kyoto, cercando di ritagliarsi una fetta di pubblico variegata e di tutte le età.

Il gioco di Pixel Maniacs infatti, va a posizionarsi esattamente in mezzo agli shooter in prima persona e ai puzzle game, creando un ibrido davvero interessante prendendo a piene mani da titoli come Portal o Splatoon e amalgamandone i concept di base. Sì, abbiamo scomodato nomi davvero altisonanti ma in effetti, Chromagun riesce nel suo intento.

Fondendo shooter e puzzle, i sviluppatori hanno voluto fondere due mondi pericolosamente diversi, costringendoli a creare una storia semplice che funge da incipit alla marea di "stanze" presenti all'interno del gioco, stanze, nelle quali concepire puzzle unici e quasi mai ripetitivi.

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Strega comanda colore

E sono proprio i puzzle il cuore pulsante della produzione Pixel Maniacs: alle volte semplici, colorati ed intuitivi, altre complessi, logici e mortali, gli enigmi risultano stimolanti e ben congeniati. La struttura a compartimenti stagni poi, permette agli autori di sbizzarrirsi sfruttando i tre colori primari di cui dispone la vostra arma (giallo, rosso e blu) mischiandoli sapientemente utilizzando le tinte più complesse (verde, viola, arancio e nero) per ricreare sequenze alle volte molto complesse.

Le semplici meccaniche di gioco si fondono egregiamente ma vi costringono a tenere sempre ben in mente il vostro obiettivo principale, ovvero quella porta l'uscita che vi permetterà di cambiare area di gioco e di affrontare nuovi ed interessanti enigmi.

L'idea di utilizzare delle mura bianche da imbrattare con lo stesso colore di una delle sfere metalliche da piazzare sopra degli interruttori appositi, risulta semplice ed intuitiva, come anche l'utilizzo dei fluidi a scopi ben precisi. La difficoltà infatti segue un'ottima curva divenendo alle volte frustrante ma stimolando il giocatore al punto tale da far accendere la famosa lampadina all'interno della sua testa.

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Una vita a colori

A livello visivo, Chromagun risulta essere molto piacevole, semplice ma con uno studio delle luci davvero notevole. La sua natura indipendente si fa notare sulla pulizia generale e su un aliasing piuttosto marcato pur non essendo mai fastidioso. Colorato e minimalista, il titolo di Pixel Maniacs fa la sua figura anche in modalità portatile sfruttando le misure ridotte dello schermo di Nintendo Switch, mascherando quelle imperfezioni che il motore di gioco non riesce a nascondere nella modalità fissa.

Senza infamia e senza gloria invece ci è parsa la colonna sonora, forse vero neo della produzione. Sul fronte tecnico, risulta essere un titolo indi superiore alla media pur non riuscendo mai a spiccare il volo. In portatilità il titolo si comporta bene e nasconde qualche magagna tecnica pur non riuscendo ad essere "bellissimo" nemmeno in quel modo ma giustificando il prezzo del biglietto.

Alcune lacune si fanno sentire e diventano abbastanza pesanti nel corso delle svariate ore di gioco, come i lunghi caricamenti tra stanze (intervallate quasi sempre dalla stessa schermata di caricamento di fronte le scale), l'impossibilità nel resettare le stanze se non con la morte o il riavvio, delle animazioni piuttosto legnose e un framerate decisamente troppo ballerino per essere ormai all'ennesima riedizione di un titolo ormai vecchio di 3 anni.

Conclusioni

Chromagun è un buon titolo indipendente, consigliato a chi ama i puzzle game e sopratutto per chi ha amato quel capolavoro di Portal, ma se pensate di acquistarlo per le meccaniche shooter, beh, scordatevelo. Gli enigmi sono ben strutturati e sono abbastanza stimolanti, ma avrete sempre quella strana sensazione di incompiuto, come se lo sviluppatore avesse potuto fare di meglio (viste le premesse iniziali e il concept molto interessante) ma che non si sia applicato. Peccato.

Vi lasciamo ai nostri consueti   Pro e  Contro e alla nostra tabella dei voti!

  • Visivamente semplice ma efficace
  • Enigmi ben strutturati
  • Bella l'idea del mix dei colori
  • Tanti richiami a Portal

  • Un po' scarno
  • Comparto sonoro non all'altezza
  • Problematiche tecniche non risolte
  • Prezzo eccessivo

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