Hello Neighbor: Hide and Seek – Recensione

I ragazzi di Dynamic Pixels portano su Nintendo Switch il loro secondo titolo, Hello Neighbor: Hide and Seek. Scopriamo insieme com'è andata!

incubomaker

L'eShop di Nintendo Switch si va riempiendo ogni giorno di piccole perle certamente fuori dagli schemi e tra queste possiamo annoverare l'originale Hello Neighbor, ormai presente sul mercato da svariati mesi.

Il particolare stealth-horror dei Dynamic Pixels trovò il riscontro favorevole di critica e pubblico per lo stile artistico sopra le righe, per la follia intrinseca del gameplay e per la difficoltà di base tarata verso l'alto.

La combinazione di tutti questi elementi lo ha portato in vetta alle preferenze dei giocatori anche di Nintendo Switch e quest'oggi ritornano, con un prequel più profondo, ma con qualche magagna tecnica in più.

Hello Neighbor: Hide and Seek arriva carico di enorme nostalgia tentando di rinvigorire una formula di certo vincente, ma non perfetta. Ci sarà riuscito?

Dai conto io... 1, 2, 3...

Hello Neighbor: Hide and Seek si presenta evidentemente come un enorme DLC travestito da spin-off, portandosi in dote luci e ombre del proprio predecessore. La formula originale, infatti, prevedeva l'arrivo del protagonista all'interno di un quartiere di certo particolare, dalla spiccata vena artistica e dalle tematiche fortemente ansiogene, in quanto il nuovo "vicino" tentava in ogni modo di catturarvi non appena fosse stati avvistati.

La difficoltà, infatti, risiedeva in un moderato mondo sandbox, pieno di enigmi da risolvere senza alcuna indicazione, il tutto sotto la costante minaccia del suddetto vicino.In questo nuovo episodio (in verità un prequel) la minaccia viene rappresentata sotto forma del fratello maggiore della protagonista, intento nell'annoso compito di acciuffare la sorellina al fine di vincere delle semplici partite a nascondino e guardia e ladri.

Se sul profilo artistico questo secondo episodio si piazza proprio a fianco del predecessore, a risentirne è stata di certo "l'atmosfera", adesso non così tanto ansiogena, ma solamente frustrante. Infatti, all'ansia di essere beccati, si è sostituita la certezza di essere scoperti (il fratello sembra un vero segugio) facendo venir meno quella tipica sensazione di paura che pervade questo genere di produzione e facendovi odiare il tema musicale della fuga.

Arte astratta o distratta?

In questo seguito, infatti, la presenza del "nemico" sarà asfissiante e non ci vorrà molto affinché il giocatore si stanchi di esser continuamente beccato. La scelta delle ambientazioni (azzeccatissime nel primo episodio) ci è sembrata fin troppo astratta e soprattutto disomogenea: i cinque capitoli, infatti, rappresentano cinque location differenti, facendo così venir meno quella geniale idea di sandbox (ovvero un unico grande ambiente che si va espandendo con la risoluzione degli enigmi) che aveva caratterizzato quella folle atmosfera del primo episodio.

Sia chiaro, le nuove ambientazioni sono piuttosto belle, con forti ispirazioni futuristiche e metafisiche, che di certo fanno notare il netto passo avanti di un team di sviluppo che si sta confermando all'interno del panorama mondiale, ma onestamente, ci aspettavamo di più. Gli enigmi, parte determinante dell'intero gioco, si sono fatti cervellotici e folli come da manuale, confermando, qualora ce ne fosse bisogno, le ottime doti di un team talentuoso. Ma dunque, quali sono i punti deboli del titolo dei ragazzi di Dynamic Pixels?

I medesimi del primo capitolo:  fisica e metafisica, ovvero un motore grafico-fisico con numerose problematiche e una risoluzione degli enigmi molte volte farraginosa e poco chiara.

Corri Corri!

In Hello Neighbor: Hide and Seek, come dicevamo prima, i punti di forza e i punti deboli sono rimasti invariati rispetto al capitolo precedente con piccoli miglioramenti che però dimostrano, ancora una volta, che ci si trova di fronte ad una versione 1.5 del capostipite.

Se dal lato concettuale, gli autori hanno volontariamente scelto di mantenere la formula pressoché invariata (comprensibilmente visto il successo ottenuto) aggiungendo però piacevoli variazioni al tema (gli aiutanti del fratellino, i "personaggi" non giocanti e tanto altro), sotto il profilo tecnico, urge un netto miglioramento.

Il motore grafico regala, infatti, un colpo d'occhio pressoché identico al predecessore e in certi frangenti, forse anche peggiore. La scelta di preferire una scarsa illuminazione e in generale una palette cromatica più cupa, in controtendenza con il passato, si rivela non vincente, mettendo a nudo tutte le magagne tecniche di un motore indipendente che forse andrebbe rinnovato.

La difficoltà nell'afferrare, piazzare, lanciare e bloccare oggetti, può risultare quasi frustrante all'alba di un 2019 di certo carico di qualità tecniche enormemente superiori. Il focus sul lato platform poi (dovrete spesso scalare montagnette, ostacoli e quant'altro) ci è parso quasi frustrante vista l'imprecisione dei controlli, dovuta ad una fisica, come dicevamo, del tutto approssimativa.

Il lato artistico, invece, ci è parso, come al solito, geniale, ricco di stramberie e di follie ormai note, divenute marchio di fabbrica dei Dynamic Pixels e qui probabilmente più in forma che mai. Tutte le location, risultano tematicamente riuscite ed ogni dettaglio all'apparenza strambo, ha un risvolto con il lato psicologico della faccenda.

Tecnicamente parlando

Hello Neighbor: Hide and Seek è come detto un bel vedere, sotto il profilo artistico, ma pecca su quello tecnico. I passi in avanti rispetto al predecessore sono evidenti, ma non così tanto da giustificare un secondo episodio. Il motore grafico, necessita di una riveduta pur offrendo degli ottimi colpi d'occhio grazie appunto, a delle trovate artistiche notevoli.

La colonna sonora risulta incisiva (tranne per il tema della fuga) ed accompagna a pieno un gameplay folle e ragionato allo stesso tempo. Hello Neighbor: Hide and Seek si mostra bene sia in modalità Tv che in portatile, privilegiando la seconda in quanto a dettagli e dimensioni dello schermo.

I tempi di caricamento, risultano quasi infiniti, mostrando il fianco ad un porting ben ottimizzato ma su cui forse si poteva fare meglio. Tutti i pad sono supportati come anche il Pad Pro e il NSO (Nintendo Switch Online) non è richiesto ma vi permetterà, qualora siate abbonati, di salvare i dati di salvataggio in cloud.

Conclusione

Hello Neighbor: Hide and Seek è un buon prequel ma di certo manca di qualcosa. L'idea di sezionare gli ambienti ha un po' rotto l'idillio del primo episodio, pur mostrando idee e trovate alle volte geniali. Consigliato agli amanti del genere puzzle, che però hanno una grande pazienza vista l'imprecisione nei comandi, la cattiveria del fratello maggiore e le problematiche al motore fisico.

Vi lasciamo adesso ai nostri Pro e Contro e alla Tabella dei Voti!

  • Artisticamente sopra le righe.
  • Enigmi interessanti ma strambi.
  • Lato psicologico importante.

  • Tecnicamente arretrato.
  • Motore fisico impreciso.
  • Il fratello maggiore è odioso.

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