RECENSIONE: The Escapists 2 – Switch eShop

By Fabiana Zanon On 11 Gen, 2018 At 03:24 PM | Categorized As Recensioni Nintendo Switch, TOP NEWS | With 0 Comment

Crea, ruba, combatti e fuggi. È ora di uscire dalle prigioni più difficili del mondo nei panni di un detenuto in The Escapists 2. Hai quello che serve per scappare?

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Tre anni dopo il lancio del primo gioco, gli sviluppatori Mouldy Toof Studios, insieme a Team17, hanno portato il sequel del successo indie del 2014: The Escapists 2. Il nuovo titolo è un intrigante gioco sandbox a 16-bit che permette di vivere la fantasia di scappare dalla prigione. Anche se non si ha mai avuto quella fantasia, la si avrà dopo aver giocato a questo gioco. Evadere con modi inventivi per sfuggire è una parte enorme di ciò che rende questo gioco divertente e frustrante allo stesso tempo.

Tutto comincia su di un’isola, dove il nostro personaggio si trova sdraiato con un amico e gli racconta la sua prima, prodigiosa fuga da un carcere dove si trovava detenuto. Non è altro che un escamotage per farci rivivere la sua prima fuga tramite un tutorial che ci servirà ad apprendere le basi importanti del gioco. Questa sezione era troppo preoccupata di forzare l’umorismo, anzichè spiegare come giocare correttamente, il chè dà subito la sensazione come se questo non sia un gioco per nuovi giocatori. Infatti, al di fuori delle fondamenta, la maggior parte del proprio apprendimento sarà fatto durante i vari tentativi di fuga dalle varie prigioni. All’inizio si potrà scegliere tra Centre Perks 2.0, Rattlesnake Springs e Cougar Creek Railroad. L’ultimo della lista è un nuovo tipo di prigione, in quanto è un luogo di trasporto con un limite di tempo per fuggire da esso.

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Ci saranno dieci prigioni da affrontare, sboccabili man mano e suddivise in due gradi categorie. La prigione di trasporto suona in modo abbastanza diverso rispetto a quella standard a causa di quel limite di tempo, che richiede di pensare in fretta. Le pattuglie delle guardie possono essere più difficili da evitare a causa dello spazio limitato, quindi bisogna tenere d’occhio le pattuglie e correre il più velocemente possibile. Naturalmente bisognerà rifornirsi di provviste e creare oggetti di base per scappare. Le carceri regolari saranno invece simili a quelle che erano presenti nel primo The Escapists. Ogni prigione ha una sua routine che bisognerà seguire per evitare il sospetto: cose come andare a mangiare, recarsi in cortile per fare esercizi, frequentare il posto di lavoro. Insomma, tutte cose che possono diventare un po’ ripetitive – ma è un fatto realistico che la prigione sia generalmente monotona. Al di fuori della normale routine della prigione, si potranno soddisfare favori per gli altri prigionieri per guadagnare denaro, così come dedicarsi alla perlustrazione per capire come fuggire. Il modo standard per scappare è provare ad uscire attraverso il perimetro, come scavare un tunnel o sfondare un muro. Tuttavia ci sono modi più sottili e creativi per sfuggire di cui non parleremo.

Anche in questo sequel sono presenti statistiche come forza, forma fisica e intelligenza, con l’intelletto forse la statistica più importante. Senza di essa alcuni oggetti astuti saranno fuori portata, a meno che non capiti di inciampare su di loro mentre si fa il tifo per una rissa, dentro tavoli sparsi per la prigione o si riesce a comprarne uno da un detenuto. Ogni statistica viene aumentata eseguendo un’attività che corrisponde ad essa. Quindi la forza si alza facendo pesi o trazioni, mentre l’intelletto aumenta attraverso lo studio. I minigiochi sono poco più che premere ZR e ZL nei momenti giusti o tenerli premuti per un certo tempo: non ci vuole molto per massimizzare le statistiche. Quando si tratta di crafting, c’è tutta una serie di oggetti che possono essere creati: da una corda di coperta fino a super fruste e super narghilè. Ovviamente c’è bisogno delle giuste risorse, che richiedono un po’ di fortuna e, naturalmente, un po’ di soldi.

La novità principale però, oltre alle prigioni di trasporto, è l’introduzione del multiplayer online e offline. In The Escapists 2 troviamo sia una modalità cooperativa che una modalità vs. Nella modalità co-op i giocatori devono lavorare insieme per sfuggire ai confini della carcerazione, con mappe con aree specifiche a cui è possibile accedere solo con giocatori che lavorano insieme. Si riscontra però qui un gravoso problema: non esiste infatti una chat tramite cui comunicare con il partner, bensì solo una serie di emote: questo vuol dire che coordinarsi con compagni con i quali non si condivide una comunicazione vocale è praticamente un inferno. Il tutto cambia quando si gioca in locale, dove invece il divertimento è assicurato. Il rovescio della medaglia è che in modalità versus, invece, i giocatori si affrontano l’un l’altro per vedere chi può uscire prima di prigione. Le modalità supportano fino a quattro giocatori (2 se locale, con schermo diviso) ed è una grande aggiunta alla serie.

Per quanto riguarda il lato tecnicoThe Escapists 2 adotta lo stesso stile artistico carino del primo titolo, con una grafica che passa dagli 8-bit del primo ai 16-bit di questo nuovo capitolo, ma non bisogna lasciarsi ingannare dalla semplice grafica. A volte può diventare violento, anche se in modo innocente non esplicito. Le immagini complessive hanno una leggera spinta in termini di qualità rispetto al gioco originale, ma lo stile artistico è praticamente lo stesso. La musica ha diverse tracce che vanno con i diversi momenti della giornata, così come per le diverse prigioni. I brani completano il lavoro e non sono fastidiosi, ma non sono nemmeno accattivanti o memorabili. Sbiadiranno in secondo piano mentre si sta pianificando la fuga. Il gioco presenta una traduzione in italiano ben fatta, con solo qualche sbavatura di distrazione. Le prigioni presenti hanno un diverso livello di difficoltà insito, che non si può modificare, ma per ognuna di esse è possibile iniziare fino a 10 partite con relativi salvataggi. Questi ultimi, però, saranno automatici e legati alle classifiche online: non si potrà quindi contare sul salvataggio manuale per poter rimediare ai propri errori. Per quanto riguarda invece il fattore Switch, oltre alla portabilità tipica della console, sono implementati l’HD Rumble (regolabile dalle opzioni) e il touch per alcune, non troppe, interazione. Se infatti il menù ad inizio gioco sarà quasi interamente possibile gestirlo con il tocco delle dita, durante una sessione la possibilità di interazione con il touch è quasi totalmente assente/ poco utile.

Per tirare le somme, The Escapist 2 è un bel gioco, divertente e complesso. Richiederà parecchio tempo per far allargare la nostra mente (soprattutto se nuovi del genere) a quel pensiero laterale che permetterà di inventare sempre nuovi modi di fuga, che non si riducono soltanto ad una buca nel muro o ad un tunnel sotterraneo. Grazie inoltre all’introduzione del multiplayer la longevità del gioco si amplifica notevolmente. Su Nintendo Switch il titolo uscirà l’11 Gennaio 2018 con un peso di 1.6 GB ed un prezzo pari a 19,99€. Se amate il genere o se volete scoprire tutti i pregi, nonostante qualche possibile frustrazione data dal trial ed error, di un indie coi fiocchi, merita sicuramente l’acquisto!

È giunta l’ora dei , i  e della tabella dei voti:

  • Una discreta varietà di prigioni.
  • Le prigioni di trasporto aggiungono un diverso tipo di sfida alla serie.
  • Aggiunta del multiplayer locale e online in due modalità.
  • Tanti modi diversi per evadere.
  • Personalizzazione variegata dei personaggi.

  • All’inizio può essere frustrante.
  • Il tutorial non fa un lavoro adeguato di spiegazione di tutti i sistemi di gameplay.
  • Il multiplayer online in co-op poteva essere gestito meglio.

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About -

Fabiana Zanon, studentessa di chimica e tecnologie farmaceutiche è fan della Grande N prima ancora di saper leggere. Il tutto è nato da quel fantastico Game Boy Color verde con un Pokémon Blu che l’avrebbero portata ad amare Nintendo ed in particolare i Pokémon per tutta la vita. Successivamente si appassiona anche al mondo MMORPG su PC, inizia a leggere numerosi manga e ad amare il Giappone incondizionatamente. Spera che la quota rosa nel mondo videoludico si faccia sempre più sentire, prendendo coscienza di sé senza vergognarsene con gli altri.

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